Varese

Varese, al Lavit la vita segreta delle figure in carta di Sabina Feroci

Alberto Lavit presenta l'artista Sabina Feroci

Alberto Lavit presenta l’artista Sabina Feroci

Resterà aperta fino al 5 luglio la bella mostra che si è inaugurata nel pomeriggio allo Spazio Lavit di Varese. Sono i “Ritratti intimi”, sculture in carta della fiorentina Sabina Feroci, una rassegna allestita con il patrocinio di Comune e Provincia di Varese, e in collaborazione con l’associazione culturale Parentesi (allo Spazio Lavit di via Uberti 42 a Varese la mostra sarà visitabile dal mercoledì al sabato, dalle ore 17.00 alle ore 19.30).

Su basamenti di legno o su forme in cemento sono sparse le figure della Feroci. Personaggi che a qualcuno ricordano bambini smarriti, ma che a qualcun altro evocano personaggi inquietanti. Prima della presentazione, le figure più piccole e quelle più grandi, i bassorilievi in mostra sono scrutati con curiosità, ci si gira attorno, si osservano attentamente. Frutti della fantasia dell’artista fiorentina che, quando prende la parola, confessa di avere fatto precedenti esperienze nell’ambito della illustrazione. Poi l’approdo alla scultura con queste figure che sembrano strappate da vecchi fumetti scoloriti con il passare degli anni trascorsi in qualche polverosa mansarda.

Personaggi e storie. Queste figurine esposte allo Spazio Lavit, come sottolinea acutamente la curatrice Federica Soldati, si percepisce una dimensione narrativa, la capacità della Feroci di esprimere “una sorprendente dimensione letteraria che narra dei suoi personaggi e della consapevolezza del limite della condizione umana”. Una narrazione che, come rimarca Alberto Lavit, viene rimarcata dai titoli stessi delle sculture: accolgono i visitatori “La gioiosa”, “Quella aggressiva”, “La biondina” e il bellissimo “Battebotte”. Un’anima di ferro sostiene le figure, la cui muscolatura è data dalla carta di giornale; una pasta di legno le avvolge del candore di una pelle levigata dall’azione dell’artista.

Tanti racconti racchiusi nei piccoli personaggi creati dalla Feroci. Che – saccheggiamo ancora la Soldati – “narra di personaggi soli, accomunati dalla consapevolezza della propria solitudine. Coscienti dell’isolamento che ne determina le esistenze, i suoi personaggi si affacciano, ciascuno forte del proprio carattere, in un mondo più grande di loro e, con autoironia, lo affrontano”. Dunque solitudine ed ironia, aggressività e debolezza, i personaggi del romanzo di Sabina Feroci vivono un nuovo frammento di esistenza grazie alla mostra. Rivivendo nella nostra fantasia.

 

 

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31 maggio 2014
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