Varese

Varese, Pgt in Aula. Pd: si rischiano ricorsi a raffica dei cittadini

Pgt in Consiglio

Pgt in Consiglio

Si è aperta ieri sera, in Consiglio comunale a Varese, l’ultimo round sul nuovo Pgt che, dopo deroghe e ritardi, polemiche e spaccature nel centrodestra, si presenta in Aula per essere adottato definitivamente. Al documento sono state formulate numerose osservazioni da parte dei cittadini e di altri soggetti, in tutto parliamo di quasi 700 osservazioni. Uno strumento per esprimere richieste e critiche, per partecipare, in qualche modo, alla elaborazione del documento.

Ma non sarà possibile entrare nel merito più di tanto: la maggioranza di centrodestra ha scelto di procedere raggruppando le osservazioni in 25 gruppi tematici che saranno all’attenzione del Consiglio dai primi di giugno. Tranne nel caso in cui sia stato presentato un emendamento su una osservazione, che in questo caso verrà discussa singolarmente (gli emendamenti sono una cinquantina). Con la data-ghigliottina davanti agli occhi: entro il 20 giugno sul Pgt deve accendersi il semaforo verde. Altrimenti entrerà in scena un commissario.

Ieri sera, dopo la relazione iniziale dell’assessore all’Urbanistica Fabio Binelli, si è partiti con la discussione sui criteri per discutere le osservazioni. E subito è stata presentata una mozione del Pd, firmatari il consigliere Andrea Civati e il capogruppo Fabrizio Mirabelli, contro la votazione delle osservazioni per gruppi. “Le osservazioni al Pgt – dicono gli esponenti democratici – costituiscono singole proposte di modifica formulate dai cittadini, istanze per emendare il provvedimento come approvato dal Consiglio comunale”. E dunque, continuano i due consiglieri Pd, “al pari di emendamenti esse devono essere discusse e votate individualmente”.

E’ forte il rischio, secondo Civati e Mirabelli, votando tutto con per blocchi, che “il Comune di Varese si esponga a centinaia di ricorsi dei cittadini il cui accoglimento potrebbe anche fondare  una possibile responsabilità per danno erariale nei confronti dei singoli consiglieri comunali che abbiano approvato  la delibera illegittima”. Una prospettiva pesante, quella evocata da Civati e Mirabelli, che tuttavia non è servita per il via libera: al momento del voto, la richiesta del Pd ha ricevuto il sì dei sette consiglieri Pd, con l’astensione delle altre minoranze e il voto contro della maggioranza. A questo punto, si parte con la discussione per gruppi e sugli emendamenti.

 

 

30 maggio 2014
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