Lettere

Tra grillismo e buona politica

Con un astensionismo del 42% non c’è da stare allegri. Almeno ci fossero delle regole atte a ridurre il numero dei Parlamentari eletti in base al numero dei votanti, perché così avremmo già ridimensionato il Parlamento (Europeo in questo caso), con eliminazione di tanti politici inutili e dei costi relativi. Già scrissi in passato una lettera in proposito (Dar valore all’astensionismo) che però non trovò seguito tra i politici.

Se l’astensionismo è un fenomeno patologico per una democrazia “matura”, perché indice di incertezza, delusione, sfiducia nella politica, altrettanto si è dimostrato esserlo il “grillismo”, in cui confluiscono varie anime: protestatarie, contestatrici, iconoclaste, sfasciste, di provenienza politico- culturale diversa ma non sempre facilmente delineabile (sin., dx., centro?), tutte comunque di carattere antidemocratico perché vorrebbero affossare la cattiva politica attuale (e non ne avrebbero tutti i torti) per sostituirla con un “governo virtuale” della rete, costituito essenzialmente da una “cupola pensante” e da tanti succubi yes-men da essa dipendenti e traenti la linfa vitale per il loro sostentamento (e che pertanto molto difficilmente si ribelleranno, pena l’esclusione).

Per combatterli entrambi c’è la buona politica, che sembra finalmente far capolino con Renzi. Se il suo Governo, composto da persone abbastanza giovani, intelligenti e coraggiose (e sembra oneste nelle intenzioni) come lui, riuscirà a sconfiggere la malapolitica degli ultimi decenni varando quelle riforme di sistema che da anni la parte sana del Paese si aspetta, ed in primis quella della giustizia che costituisce il cardine di ogni sistema democratico, allora Astensionismo e Grillismo saranno ridimensionati e l’Italia potrà avviarsi verso un nuovo Risorgimento nazionale risollevandosi dal marasma degli anni bui in cui per volontà di una minoranza (?) di politici inetti ma avidi e corrotti è stata tenuta.

Il recente buon risultato elettorale del P.D. rinnovato di Renzi induce a bene.

Giovanni Dotti

sperare.

27 maggio 2014
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