Varese

“Varese per l’Italia” a Curtatone e Montanara in polemica con il Pirellone

Varese per l'Italia, presieduta da Luigi Barion, alla manifestazione di oggi

Varese per l’Italia, presieduta da Luigi Barion, alla manifestazione di oggi

Si è svolta l’iniziativa di carattere nazionale organizzata dall’associazione Varese per l’Italia e dall’associazione Faro Tricolore di Desenzano del Garda. Si è celebrata la battaglia di Curtatone e Montanara, una battaglia che unì gli italiani provenienti da regioni diverse.

All’iniziativa hanno preso parte anche altre delegazioni del Coordinamento Nazionale per il Risorgimento provenienti da altre città della Lombardia, dalla Toscana e da altre Regioni che si sono incontrate per celebrare l’anniversario della celebre battaglia che avvenne il 29 maggio 1848, e coinvolse giovani universitari toscani, napoletani e pavesi. Fu decisiva nell’ambito della Prima Guerra per l’Indipendenza.

Una scelta, quella di Curtatone e Montanara, che l’associazione Varese per l’Italia ha organizzato in aperta polemica con la festa della Lombardia (una festa “divisiva” come dicono gli esponenti di Varese per l’Italia) che sarà celebrata per il primo anno il prossimo 29 maggio, in concomitanza dell’anniversario della battaglia di Legnano. La festa lombarda è stata fortemente voluta dal Pirellone governato dal leghista Roberto Maroni.

 

24 maggio 2014
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6 commenti a ““Varese per l’Italia” a Curtatone e Montanara in polemica con il Pirellone

  1. Clara Maffei il 24 maggio 2014, ore 22:56

    A Legnano nel 1176 era in atto una divisione tra i comuni lombardi. Como e Pavia e Lodi erano alleati con l’Imperatore Federico barbarossa contro Milano e altri comuni della lega. A Curtatone e Montanara, periferia di Mantova, dopo le 5 giornate di Milano, studenti pisani, livornesi, senesi e fiorentini, napoletani e pavesi,, tutti volontari. scrissero una pagina gloriosa del Risorgimento. salendo in aiuto all’esercito piemontese e a tutti i lombardi per liberare ll Paese dal giogo austriaco-

  2. Giuseppe Verdi (Peppino) il 25 maggio 2014, ore 17:01

    Cara Clarina,
    ti scrivo per aggiungerne un altra.
    Pensa che qualcuno continua ad utilizzare impropriamente il mio inno “Va pensiero”, che fu uno dei primi testi popolari che accompagnò il Risorgimento, partendo proprio da Milano e da Varese, attorno al 1842 / 1843, come “sigla” di parte.
    Ma non mi stupisco che si utilizzi maldestramente qualcosa da parte di coloro che, o per mala fede o per ignoranza, non ne conoscono nemmeno la storia.
    La battaglia di Legnano, poi, cara Clarina, come ricorderai fu uno dei simboli per gli Italiani quale esempio dei Comuni contro una dominazione straniera, così come lo fu il Risorgimento.
    Te ne ricorderai benissimo, avendo tu stessa assistito alle prima rappresentazione della mia opera dal medesimo titolo, durante la Repubblica Romana mazziniana quel 27 gennaio 1849, che, proprio per cantare l’Italia, dal governo romano mi fu chiesta.

    Mi narrava giorni fa Carlo Tenca che, al Famedio del monumentale di Milano, una notte gli “esimi” sono stati svegliati da un urlo: Manzoni si era trasformato in lupo mannaro, disperato per avere appreso, dalle notizie che legge sempre sul Corrierone ed altro, l’ignoranza congenita di certo “popolo lombardo”.
    Stando ai meglio informati del Famedio, pare abbia detto che, con questi lombardi, forse si sarebbe convertito al paganesimo!!!

    Beh, ora torno dl Boito – che ti saluta – perché assieme dobbiamo andare a trovare il Pogliaghi, che gli ha dipinto le tele del “Nerone” in quel de Sacro Monte.

    Credi che, se tornassi a passeggiare a Villa Recalcati potrei veramente vedere qualche “Leghista” ancora la potere (forse non per troppo!)?
    Tuo aff,mo
    Peppino Verdi.

  3. Sereno sereni il 25 maggio 2014, ore 19:53

    Un grazie sentito a Varese Report, che con la consueta sensibilita’ e professionalita’, ha dato il giusto rilievo alla numerosa partecipazione diell’Associazione Varese per l’Italia 26 maggio 1859 alle celebrazioni di Curtatone Montanara. Come ha ricordato il Presidente del sodalizio varesino Luigi Barion, nel suo apprezzato ed applaudito intervento, questa ricorrenza e’ un mastice che unisce tutto la nostra Patria. Infatti in questa battaglia in terra mantovana parteciparono studenti e professori di atenei toscani, napoletani e pavesi, e fra questi anche un universitario del Canton Ticino. Nel discorso finale il sindaco di Curtatone e Montanara, dott. Antonio Baudolato, maggiore degli alpini, ha rimarcato il sacrificio di questi impavidi goliardi e ha concluso sottolineando che il maggior tributo di caduti alla causa risorgimentale e’ venuto da volontari della “macroregione” del nord, forse qualcuno preferisce essere affetto da amnesie storiche.

  4. Emilia Zeltner Morosini il 25 maggio 2014, ore 20:46

    Gentile Direttore, mi devo scusare per l’invadenza ma leggo con piacere lo scritto del maestro Verdi e vorrei cogliere questa occasione per salutarlo caramente ricordando i suoi lunghi soggiorni a Casbeno, nella nostra villa, oggi detta Recalcati dove, maestro di musica delle mie bambine ebbi modo di apprezarne l’umanita’ ed il profondo senso patriottico- Qui da noi a Casbeno scrisse le prime note del Nabucco. Quale triste destino per questa musica risorgimentale e patriottica e per la nostra amata residenza varesina. Un caro saluto al Maestro

  5. giovanni dotti il 25 maggio 2014, ore 22:42

    Alla cerimonia commemorativa della battaglia di Curtatone e Montanara tenutasi presso il Monumento-Ossario di Montanara c’ero anch’io, che ho scattato la foto qui pubblicata. Tra i discorsi pronunciati in quell’occasione merita di esser menzionato quello di LUIGI BARION, Presidente della ASSOCIAZIONE VARESE PER L’ITALIA, che ha ricordato i valori fondanti del RISORGIMENTO NAZIONALE e dell’UNITA’ d’ITALIA, nonché la necessità di tenerli sempre vivi soprattutto in questi tristi tempi di disgregazione sociale e politica. La Scuola e la Stampa devono sentire il DOVERE di aiutare a mantenere nella memoria delle giovani generazioni quegli ideali di LIBERTA’, INDIPENDENZA, FRATELLANZA e SOLIDARIETA’ SOCIALE che animarono i protagonisti di tante azioni e battaglie del nostro Risorgimento fino al punto di sacrificare per essi la propria vita.

  6. Carlo Alberto Bosi il 31 maggio 2014, ore 23:29

    Non è fraterna guerra
    la guerra ch’io farò;
    dall’italiana terra
    l’estranio caccerò.

    L’antica tirannia
    grava l’Italia ancor:
    io vado in Lombardia
    incontro all’oppressor.

    Saran tremende l’ire,
    grande il morir sarà!
    Si mora: è un bel morire
    morir per libertà

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