Varese

Varese, primo incontro Memorial Fabio Aletti. Lo sport può educare

imagesL’incontro di apertura in occasione del 9° “Memorial di basket 3 vs 3 Fabio Aletti” nel salone dell’oratorio di Biumo Inferiore si è aperto con Roberto Bof che ha ricordato che Fabio è contento di avere una mamma ed un papà e degli amici che lo ricordano in questo modo tutti gli anni così come don Carlo, il nuovo parroco, che al termine dell’incontro ha ringraziato Fabio che insieme ad Andrea, Fabrizio, Fabio, Giuseppe, Luca da lassù ci ha regalato questa bella serata.

“I nostri angeli in cielo sono con noi.” Così ha scritto papà Attilio ieri mattina nel saluto di chiusura ai relatori. La pratica sportiva senza agonismo, non esiste e non è possibile: senza agonismo non si cresce. Il problema semmai è quale contenuto dare all’agonismo ed al concetto di vittoria. Come ha detto don Alessio Albertini, citando una frase trovata sulla porta di un rifugio di montagna raggiunto e trovato chiuso: ” Le più alte cime, quelle che non svaniscono mai, sono le conquiste su noi stessi”. Questa è la vera meta a cui ambire e verso cui indirizzare i nostri sforzi, nel rispetto delle regole.

La provocazione del titolo “tra il sacro ed il profano” è stata subito svelata da coach Stefano Bizzozi, in fremente attesa di partire (giovedì) per Il Ruanda, che ha messo al centro della attenzione l’atleta, cioè il sacro, come soggetto di attenzione e cura attraverso lo strumento “profano” cioè lo sport.

Sempre don Alessio ha individuato come lo sport non è fattore educativo in automatico ma lo diventa se l’istruttore, l’allenatore e l’adulto svolgono in prima persona il proprio ruolo di educatore, cioè di colui che aiuta l’atleta a riconoscere il proprio valore, la ricchezza che ha dentro e la sua unicità. L’uomo vale di più, un ragazzo è più dei suoi trofei: è una persona che porta in sé una grande ricchezza.

Prima si formano gli uomini e poi i giocatori e gli atleti è questa la “missione” di Andrea Schiavi e di Marco Caccianiga trascinatori di giovani talenti ed impegnati a far maturare attraverso l’impegno quotidiano la passione per un valore. L’insegnante che ricordi di più e quello che ti ha trasmesso la sua passione nella conoscenza della materia. Solo in questa relazione fra allenatore ed atleta si sviluppa un rapporto vero capace di creare educazione.

22 maggio 2014
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