Varese

Elezioni, Galli (Lega Nord): un’Europa dei popoli, non dei banchieri

Dario Galli, candidato alle Europee nella Circoscrizione Nord Ovest

Dario Galli, candidato alle Europee nella Circoscrizione Nord Ovest

L’Europa continua ad essere tema centrale nel confronto, mentre nei Paesi europei aumenta il numero degli euroscettici e degli eurocritici. Un dato importante, con cui ci si deve confrontare. Sul tema del futuro del continente interviene anche il candidato della Lega Nord (Circoscrizione Nord Ovest), Dario Galli, che sostiene che “in questi anni abbiamo perso una grande opportunità imboccando la strada sbagliata, quella dei banchieri e dei burocrati, invece che quella dei popoli. Un ultimo tentativo merita però di essere fatto e questo è il nostro impegno: trasformare l’Europa”.

La crisi colpisce duro, sentimenti euroscettici e ostili all’Europa crescono tra i cittadini europei. Per quale Europa pensa di impegnarsi?

La Lega è per l’Europa dei popoli e contro l’euro-tirannia che sta soffocando, con l’aiuto di questo governo, la nostra economia. Credo che ogni popolo europeo abbia il diritto di scegliere e decidere, in piena autonomia, il proprio destino.

Tra i temi forti del Carroccio, senza dubbio c’è il no alla moneta unica. Cosa pensa dell’euro?

L’euro è nato sul modello del marchio tedesco: moneta forte controllata rigidamente dalla Bce. Perfetta per economie strutturate come quella tedesca, devastante per paesi con struttura interna debole ed alto costo dell’apparato burocratico pubblico come l’Italia. Infatti, dall’introduzione dell’euro la produzione industriale tedesca è cresciuta del 30 % quella italiana diminuita del 20%.

A Bruxelles cosa intende fare per le imprese del Nord che affrontano ogni giorno la crisi?

Il sistema industriale del Nord è di per se il più efficiente d’Europa, migliore anche di quello tedesco. Ha l’unico insormontabile vincolo dell’eccesso di tassazione dovuta al costo dello Stato italiano. C’è quindi poco da inventare: o zone a tassazione europea, o norme europee che impongano agli stati membri di non superare livelli di tassazione predefiniti. Se le nostre industrie avessero un sistema fiscale come quello svizzero crescerebbero del 10% l’anno.

Cosa significa difendere in Europa le identità territoriali?

Stabilire un principio generale che permetta l’autodeterminazione dei popoli per sentirsi autenticamente parte dell’Unione europea. E’ indispensabile avere salde radici a casa propria. La distruzione del sistema economico parte dalla negazione dei propri principi e dei propri valori culturali

Forte l’allarme della Lega contro l’immigrazione. Quale pericolo nasconde questo fenomeno?

Di questo passo l’Europa è destinata a diventare luogo dove gli europei saranno minoranza etnica. In alcune città del Nord Europa si è già consolidata una maggioranza islamica. Aiutiamoli a casa loro, ma difendiamo la nostra!

Protagonisti del momento politico sono Renzi e Grillo: come li giudica?

Sono l’espressione della confusione che regna nel paese. Uno è il più grande venditore degli ultimi decenni, ma non mantiene nessuna delle mirabolanti promesse fatte ai cittadini. L’altro non saprei come definirlo, sicuramente un grande professionista dello spettacolo, ma la sua proposta di distruggere tutto senza un modello alternativo è un po’ debole. Non credo che i cittadini consapevoli auspichino il concetto della decrescita felice.

Ritiene che l’Europa di oggi sia più un problema o un’opportunità?

L’Europa di oggi è inutile, costosa, aggiunge vincoli con le sue leggi inutili e non difende i suoi popoli dalle aggressioni economiche e culturali degli altri continenti. E con la supponenza dell’euro ci ha reso tutti più poveri. Un ultimo tentativo merita però di essere fatto e questo è il nostro impegno: trasformare l’Europa nel continente guida del mondo, poiché racchiude in sé, ancora oggi, le tradizioni storico culturali più importanti, la tecnologia industriale più avanzata, il senso del sociale più profondo. Non sprechiamo tutti questi valori.

22 maggio 2014
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