Lugano

Lugano, Zanzi ripercorre il sogno della Città Santa in terra prealpina

Luigi Zanzi

Luigi Zanzi

Sulla Città Santa sono stati versati fiumi di inchiostro, crocevia di storia, cultura e fede. E’ dunque originale ed intrigante l’approccio del volume scritto da Luigi Zanzi “Pensare Gerusalemme” (pubblicato da Magonza), un’opera legata alla mostra “Barocco dal Santo Sepolcro. L’immagine di Gerusalemme nelle Prealpi”, che per la prima volta ha portato alla Galleria Canesso di Lugano tele provenienti dalla chiesa del Santo Sepolcro.

Luigi Zanzi, docente di Metodologia delle Scienze Storiche a Pavia, nelle pagine del volume ci racconta di un grande sogno, di una visione, di una tensione artistica e intellettuale verso la Citta Santa da parte degli autori pre-alpini. Un rapporto complesso ed articolato che, nelle pagine del breve volume, viene indagato con grande profondità. La galleria di rappresentazioni artistiche delle lontane terre gerosolimitane precipita nell’affascinante traduzione “teatrale”, architettonica, “misterica” che prende forma nelle cappelle dei Sacri Monti prealpini.

Espressione che assume, come dice Zanzi, addirittura forme “topo-mimetiche”, nel senso che luoghi fisici riproducono qui i lontani luoghi sacri: come nel caso di una sorta di Palazzo di Pilato a Varallo o della “Santa Casa” della Vergine del Mancino a Varese. Gerusalemme, insomma, come concreto riferimento nell’ideazione progettuale dei Sacri Monti.

Ma il volume, riccamente illustrato e con immagini realizzate da Paolo Zanzi, spostandosi nelle pagine conclusive al di fuori degli orizzonti delle Prealpi, si chiude con alcune pagine dedicate ad un’attenzione “di ritorno” nei confronti di Gerusalemme: è il caso di Napoli, città in cui il regnante si fregiava all’inizio del XVIII secolo di “re di Gerusalemme”, che fece dono alla Custodia del Santo Sepolcro di molteplici opere pittoriche, interpreti della storia di Cristo.

20 maggio 2014
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