Varese

Varese, si rievoca la battaglia di Garibaldi, ma il Comune non c’è

La cerimonia promossa da Varese per l'Italia

La cerimonia promossa da Varese per l’Italia

Con un po’ di fibrillazione, dovuta ad una manifestazione politica precedente che è terminata in ritardo, si è svolta in piazza Podestà la manifestazione che celebra ogni anno la battaglia di Varese combattuta vittoriosamente da Garibaldi il 26 maggio 1859, evento che quest’anno è stato anticipato per non finire nel tritacarne dell’ultima settimana di campagna elettorale.

Un corteo è partito da piazza Carducci ed è giunto in piazza Podestà dove si è svolta la celebrazione della battaglia. Oltre alla banda di Velate, erano in corteo uomini in divisa, le Crocerossine, rappresentanti delle associazioni d’arma, ma soprattutto i promotori dell’iniziativa, l’associazione “Varese per l’Italia” presieduta da Luigi Barion, questa volta supportata da un gruppetto di Giovani Monarchici, con bandiere dei Savoia tra le mani, capitanati dal varesino Davide Colombo, segretario nazionale dell’Unione Monarchica Italiana. Del tutto assenti gonfalone o rappresentanti ufficiali del Comune.

Giunti nella piazza, prende la parola lo stesso Barion: “Abbiamo chiesto al Comune di usufruire per mezz’ora di questa piazza il 20 novembre 2013″. Eppure la piazza è stata occupata oltre l’ora autorizzata. “Nessuno ci ha risposto dalla Polizia locale per più di un’ora – continua Barion -. Abbiamo dovuto fare pulizia noi, abbiamo tirato su sporcizia che sembrava una latrina: è ora di finirla. Sono contento che non ci sia il gonfalone del Comune”. Subito dopo le parole di Barion, interviene la professoressa Margherita Giromini, che evoca i giorni lontani del Risorgimento a Varese, le vie e le scuole dedicate ai patrioti, la vicenda dell’arrivo trionfale di Garibaldi a Varese, i giorni del successivo ritorno dei vendicativi austriaci. In particolare la Giromini si sofferma sulla figura di una coraggiosa giovinetta, Felicita Morandi, che contribuì alle Cinque Giornate di Milano del 1848.

Al termine della rievocazione, il vertice di “Varese per l’Italia” depone una corona ai piedi della statua del Cacciatore delle Alpi (la copia, perchè l’originale è ancora alla Caserma Garibaldi). Qualche fumogeno tricolore spande fumo. La banda intona l’inno di Mameli. I giovani monarchici sventolano le loro bandiere con lo stemma dei Savoia. Scarsi i varesini partecipanti.

 

 

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18 maggio 2014
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2 commenti a “Varese, si rievoca la battaglia di Garibaldi, ma il Comune non c’è

  1. Roberto Gervasini il 18 maggio 2014, ore 15:22

    Scarsi i varesini partecipanti, ma non troppo; è stata sorprendente la presenza di tanti giovani monarchici, di cittadini che non passano le loro giornate a fare chicchiere per consumare il tempo e poi finalmente non era presente nessuno dell’ amministrazione varesina, ne di destra ne di sinistra e questo ci ha sollevato molto, non abbiamo dovuto ringraziare nessuno controvoglia, Proporro’ un minuto di silenzio il prossimo anno, per i morti viventi di via Sacco. Roberto Gervasini

  2. Martino Pirone il 19 maggio 2014, ore 09:04

    Ieri si è svolta la rievocazione della storica battaglia di Varese del 26 maggio 1859, grazie ai componenti dell’associazione “Varese per l’Italia” presieduta dall’infaticabile giornalista Luigi Barion. E’ stata una manifestazione sobria ma significativa anche grazia alla partecipazione dei rappresentanti di varie associazioni d’armi con i loro labari.
    Ma quanta delusione ha ispirato nei presenti l’assenza del Sindaco o di un altro rappresentante della civica Amministrazione.
    A proposito che fine ha fatto la proposta che Barion fece al Sindaco Fontata di intitolare una via o una piazza di Varese al patriota pretore di Varese Tullio Sopransi ? Eppure Barion nel 2012 disse che il Sindaco era “apparso interessato”.
    Quanta amarezza nella frase del discorso di ieri del Presidente Luigi Barion. “Sono contento che non ci sia il gonfalone del Comune”.
    Chissà se tutti i leghisti si sentono celti o sudditi dell’ex impero austro-ungarico !
    18 maggio 2014
    Martino Pirone+

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