Varese

Varese, via alla mostra sulle sculture galvaniche di Bertorelle

Da sinistra Alice Bertorelle e la curatrice della mostra, la professoressa Invernizzi

Da sinistra Alice Bertorelle e la curatrice della mostra, la professoressa Invernizzi

Una figura complessa, dalle mille sfaccettature, comunque tutte collegate da una parola: la creatività. E’ questa il cuore della vita e dell’operadi Eugenio Bertorelle (1913-1993), nato a Padova e varesino adottivo, a cui, a Villa Recalcati, è stata dedicata una mostra dal titolo “Germinazioni Galvaniche. La chimica incontra l’arte”, che oggi è stata inaugurata insieme ad un incontro introduttivo alla figura di questo chimico e professore, preside dell’Itis di Varese.

Ad organizzare questa bella iniziativa, che consente di riscoprire una figura forse non così conosciuta a Varese, la figlia Alice Bertorelle e la curatrice della mostra, la professoressa Elena Invernizzi.

Nell’atrio della sede della Provincia una trentina di opere ottenute dal professore con una serie di procedimenti galvanici. Opere che la Invernizzi, acuta interprete delle opere di Bertorelle, attribuisce ad un “artista a sè, originale, irriducibile a questa o quella scuola o tendenza”. Si possono ammirare sculture originalissime, spesso titolate con una sola parola, come “Ansia”, la prima opera del professore, o “Terremoto” o “Pagoda”. E’ ancora la Invernizzi che parla della capacità di Bertorelle di “far soffrire i metalli”.

Un incontro, quello di oggi, condotto dalla figlia Alice, che ha presentato testimonianze e racconti su Bertorelle. Ma le iniziative collaterali alla mostra proseguirà lunedì 19 maggio con una giornata di studi, in programma nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria di via Ravasi 2 a Varese, dal titolo “La formazione degli operatori per la sostenibilità e il futuro dell’industria galvanica italiana”.

17 maggio 2014
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