Lettere

Moriremo euroscettici?

images (80)Ho letto con interesse la lunga intervista a Romano Prodi sulla Unione Europea, ed anche l’articolo “Un voto per l’Europa” del giornalista Giacomo Costa (Direttore della rivista “Aggiornamenti Sociali) che la ricalca in parte. D’accordo sul fatto che sarebbe necessaria una maggiore “integrazione europea”, in quanto i mali attuali dipendono proprio dall’insufficienza di tale integrazione (ma, dato l’egoismo delle élites che detengono il potere nei vari Stati membri, dubito fortemente che si possa concretamente attuare entro pochi anni).

Intanto però entrambi gli Autori mi sembrano eludere due fatti “concreti” che sono sotto gli occhi di tutti: i costi eccessivi del carrozzone politico europeo, con doppia sede, numero esorbitante di rappresentanti politici, dirigenti, impiegati, interpreti, portaborse, ecc. ecc., che grava enormemente sui bilanci dei vari Stati componenti senza un corrispettivo “ritorno” (ma serve comunque a dare occupazione e lauti stipendi a politici e beneficiati dei vari partiti!), e l’assenza di un richiamo all’etica pubblica che, a mio modesto avviso, sola potrà salvarci dal fallimento del progetto Ue.

Per non tediare chi legge esporrò sinteticamente un solo concetto: la priorità delle priorità dovrebbe essere (sempre a mio avviso s’intende) il problema giustizia, sia in campo “sociale” che “giudiziario”, in assenza della soluzione del quale nessun’altra seria riforma potrà essere portata avanti.

In primis pertanto porrei l’uniformazione dei Codici civili e penali, che preveda leggi uguali per tutti i Paesi dell’Ue, con mandato di cattura europeo, superando l’attuale estradizione, e condanne civili e penali uguali per tutti soprattutto per quanto si riferisce ai reati finanziari contro lo Stato e la Pubblica Amministrazione. Faccio notare che se si fosse attuata una tale riforma a livello europeo non si sarebbero potuti verificare, o comunque sarebbero stati tempestivamente individuati e bloccati, episodi come i trucchi di bilancio della Grecia (che ha innescato a catena la crisi attuale di altri Stati dell’Ue), o i disgustosi episodi di malaffare italiani degli ultimi decenni (non sto qui a ricordarli perché purtroppo numerosi ed a tutti noti), e soprattutto molti personaggi ancora in vista sarebbero stati definitivamente eliminati dalla politica e non potrebbero più far danno. Come anche sarebbe utile e necessario uniformare le prebende di politici, pubblici amministratori e managers di Stato, con parametri retributivi e altri benefici (come rimborsi spese e odiosi vitalizi, in Italia purtroppo anche “anticipati”) in tutti gli Stati dell’Unione Europea.

Questi della giustizia sono i problemi che la gente comune, specie oggi in tempi di crisi economica, sente maggiormente ed ai quali finora l’Europa non ha saputo dare una soddisfacente risposta. Non meravigliamoci quindi se il numero degli “euroscettici” tende vieppiù ad aumentare.

Giovanni Dotti

15 maggio 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Moriremo euroscettici?

  1. Martino Pirone il 17 maggio 2014, ore 09:18

    Tutti tacciano !! Cittadini e Politici, nazionali e locali. Eppure quello della GIUSTIZIA è un argomento molto importante e che riguarda tutti.

Rispondi

 
 
kaiser jobs