Televisione

“Mister Ignis”, buona la prima. Accattivante la fiction di Rai uno

Una sequenza della prima puntata di Mister Ignis

Una sequenza della prima puntata di Mister Ignis

E’ partita la miniserie “Mister Ignis, l’operaio che fondò un impero”, la fiction di Rai uno trasmessa in prima serata e tratta dal libro di Gianni Spartà, con Lorenzo Flaherty nella parte di Giovanni Borghi e Anna Valle nella parte della moglie, mentre il bravissimo Massimo Dapporto impersona il padre di Giovanni, Guido. La prima puntata ha raccontato gli albori della Ignis, con la ditta Guido Borghi e figli, padre e tre fratelli, che sfollano a Comerio dopo che a Milano i bombardamenti distruggono l’officina. Si parte per ricominciare con la produzione, la vendita dei fornelletti nei piccoli paesi. Poi arrivano la fine della guerra e la nuova fiducia dell’Italia che rinasce.

Una fiction che fila veloce, senza retorica, non enfatica, con il ritmo della cronaca, con qualche, misurato cedimento al sentimentalismo. Accattivante, insomma, resa ancora più apprezzabile dai bravi interpreti. Non mancano alcuni scorci varesini, come il Sacro Monte e il lago di Varese.

“Con questa scoperta si rimetterà in moto l’Italia e noi Borghi ci dobbiamo essere”, dice Giovanni Borghi alla moglie mentre guardano entusiasti gli impianti Agip creati da Mattei. Un momento in cui nasce il termine Ignis, dal latino fuoco. Ma le cose restano difficili, con 160 cambiali che il papà Borghi firma, mentre Giovanni è sempre ottimista, lo sguardo che punta al futuro. E poi lo sport: Guido Mazzinghi che propone di portare sul ring il marchio Ignis.

La miniserie evoca l’allargamento dello stabilimento di Cassinetta, l’idea di fondare il futuro della Ignis sul metano scoperto da Mattei, scommessa su cui Giovanni rompe con la famiglia, inviando la lettera di dimissioni dall’azienda. “La Ignis è la tua casa, la tua famiglia”, gli dice la moglie per convincerlo a tornare. E mentre Giovanni si sta riavvicinando, la morte violenta del fratello Giuseppe getta la famiglia nella disperazione. Ma sull’auto del fratello, Giovanni trova una lettera: “La Ignis può essere grande solo se tu starai insieme a noi”, gli scrivono il padre e i fratelli.

 

 

12 maggio 2014
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