Varese

Varese, al Festival della Filosofia va in onda l’educazione alla legalità

Da destra il professor Minazzi e il giudice Patti

Da destra il professor Minazzi e il giudice Patti

E’ durato un’intera giornata il Festival della Filosofia  all’Università dell’Insubria a Varese, conclusione della quinta edizione del Progetto dei Giovani Pensatori, che ques’anno aveva per titolo “Di terra, acqua, aria e fuoco. Mondo e filosofia”. Una giornata che ha visto ragazzi delle elementari e delle scuole superiori occupare la platea dell’Aula Magna, guidati lungo il percorso delle performance di tredici istituti dal professor Fabio Minazzi, docente ordinario di Filosofia teoretica all’Università dell’Insubria e responsabile del Progetto dei Giovani Pensatori.

“Siamo soddisfatti di questa quinta edizione, con 4000 studenti che hanno partecipato e con la ferma volontà di andare avanti il prossimo anno”, dichiara Minazzi. “Questo festival – continua – è stato una festa del pensiero, un pensiero che ragiona con occhio critico, abituato a farlo da questo che definirei un progetto socratico”. Ma non mancano le ragioni di allarme: “La filosofia è stata tolta da Scienze della formazione – dice Minazzi -, e ci sono politici che vorrebbero restringere ulteriormente la presenza della filosofia nel sistema scolastico: esattamente il contrario del nostro progetto, che punta a rendere la filosofia un diritto di cittadinanza, non una prerogativa di élites, ma un impegno che riguardi tutti”.

La vitalità del progetto è stato chiaro a chiunque abbia oggi partecipato al festival che si è svolto all’Insubria. Nel pomeriggio, dopo i versi proposti dalla scrittrice e poetessa Katia Catalano, che ha anticipato qualche pagina del suo nuovo libro “Vedo (?!)”, hanno iniziato a sfilare i ragazzi degli istituti scolastici che hanno partecipato al progetto e che hanno riassunto il lavoro svolto nel corso dell’anno scolastico. Proposte e idee diverse portate all’attenzione di coetanei ed insegnanti.

Di grande interesse il percorso di educazione alla legalità illustrato da alcuni studenti del quinto anno del Liceo Socio-Psico-Pedagogico Manzoni, ragazzi seguiti dalla professoressa Stefania Barile. Grazie ad una serie di interventi gli studenti del Manzoni hanno illustrato la possibilità di utilizzare giochi Internet diffusi in America sul fronte dell’educazione civica, tradotti in italiano e adeguati al nostro contesto. Ma particolarmente significativo è stato il resoconto di un sondaggio proposto a più di mille studenti (dell’Enaip e dei Licei Manzoni) relativo ai comportamenti considerati legali o illegali. Un video è stato poi realizzato dagli studenti sulla figura di don Pino Puglisi e la sua morte per mano della criminalità organizzata.

Al termine di questo segmento ha preso la parola Adriano Patti, giudice della Corte di Cassazione, che ha risposto ad alcuni quesiti posti dagli studenti dell’Itpa Casula di Varese. “L’esperienza della legalità – ha detto il giudice – deve essere molto vicina, deve partire dalla scuola, avere una visibilità concreta, quotidiana”.

 

3 maggio 2014
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