Varese

Varese, Casa Pogliaghi riapre le sue porte. Via al conto alla rovescia

Casa Museo Pogliaghi

Casa Museo Pogliaghi

Il museo Pogliaghi riapre al pubblico, dopo vent’anni di chiusura, con un’anteprima il prossimo 5 maggio. La “casa museo” di Ludovico Pogliaghi, che custodisce piccoli e grandi tesori d’arte e di storia sotto la gestione della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano (leggi Curia di Milano), riapre le porte a grande richiesta.

Lo scultore vi abitò tra il 1885 e il 1950, l’anno della sua morte. L’aveva rilevata quando era poco più di un rustico in mezzo ai vigneti sul versante della montagna che dà sul Vellone. Testimonianza del gusto eclettico dell’artista, conserva reperti archeologici, sculture del Giambologna e del Magnasco, una significativa collezione di tappeti, vetri e vasellame, oltre alle opere di Pogliaghi.

All’interno è custodito il calco in gesso originale della porta del Duomo di Milano e la copia di una stanza che realizzò per lo scià di Persia. Conserva anfore etrusche, statue greco-romane, tessuti antichi, gemme preziose e arazzi del Quattrocento. Come si diceva, la villa appartiene all’Ambrosiana che a sua volta l’ha ricevuta dallo Stato del Vaticano, cui Pogliaghi la lasciò in eredità.

Il museo sarà aperto tutti i week-end e durante la settimana su prenotazione. La gestione è affidata all’azienda Archeologistics.

27 aprile 2014
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