Varese

Nel Varesotto aumentano i residenti. Grazie ai cittadini stranieri

stranieriUn vero e proprio puzzle di comuni: è quello che emerge dall’analisi demografica condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, con il suo portale statistico www.osserva-varese.it, sulla base dei dati del XV Censimento della Popolazione e delle Abitazioni.

Con Istat che ha appena rivisto la serie storica degli abitanti tra i vari censimenti revisionando e ritoccando i numeri, si scopre che nel 2013 i comuni con meno di 5mila abitanti erano 92 su 141 (ovvero il 65,3%) e assommavano il 22,7% della popolazione residente in provincia di Varese.

Questo alla vigilia delle elezioni amministrative del 25 maggio che, per la prima volta, vedranno alle urne gli abitanti del nuovo comune di Maccagno con Pino e Veddasca, nato dall’aggregazione delle tre località. Dal 2014 quindi si scende a quota 139 nel numero dei comuni che costituiscono la provincia di Varese. Un territorio dove il 46,5% dei residenti vive in località tra i 5.001 e i 20.000 abitanti, mentre le municipalità più abitate sono Busto Arsizio (79.563), Varese (79.333), Gallarate (50.961) e Saronno (38.902).

In totale, poi, i residenti certificati dall’Istat sono 876.960, con 425.531 maschi e 451.429 femmine, pari al 9% del totale regionale. La popolazione della provincia, rapportata alla superficie territoriale, evidenzia una notevole densità abitativa: il dato medio è di 732 abitanti per chilometro quadrato, maggiore dei 410 della Lombardia e decisamente più alto dei 198 dell’Italia.

Il comune con il maggior numero di abitanti per chilometro quadrato è Saronno (3.518) mentre quello con il minore è Veddasca (14). A livello regionale, in termini di densità abitativa, Varese è superata solo dalle province di Monza-Brianza (2.098 abitanti per chilometro quadrato) e di Milano (1.952).

Considerando poi la prospettiva storica, includendo i Censimenti precedenti, si evidenzia una crescita del numero dei residenti varesini del 11,3% dal 1981 al 2012. Gran parte di tale incremento è da attribuirsi alla componente straniera che raggiungeva al 1° gennaio 2013 quota 70.566, pari al 7,3% del totale regionale (Varese è 4^ per stranieri in Lombardia) e all’8% della popolazione residente in provincia di Varese.

A questi andrebbero poi aggiunti gli stranieri non residenti, circa 2.500, e gli irregolari stimati dall’Orim (Osservatorio regionale sull’immigrazione) in 6.500. Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri – sempre secondo stime Orim -, le prime tre posizioni sono occupate da albanesi (13.600), marocchini (11.300) e rumeni (circa 9.000).

Rispetto al 2001 l’incremento degli stranieri in provincia di Varese è stato del 200%, quando la componente italiana è cresciuta solo del 2,1%. Allargando poi il campo d’analisi al confronto con il 1981, la loro presenza è aumentata di 14 volte. Inoltre, l’apporto della componente straniera alla crescita dei nuovi nati è rilevante e si evidenziano tassi di fecondità decisamente più elevati per le madri straniere (2,56 figli per donna) rispetto a quelle italiane (1,29) e un’età al parto inferiore (28,4 anni in media rispetto a 32,3).

La distribuzione geografica degli stranieri è disomogenea, le percentuali più alte si registrano nel nord della provincia (Ranco 17,5%, Tronzano 16% e Agra 14,4% ) e nella zona del Lago Maggiore (anche per la presenza del Centro Comune di Ricerca JRC) in particolare Osmate (16%), Cadrezzate (13,3), Ispra (12,8%) e Sesto Calende (11,9%), seguono i grandi centri Gallarate (13,8%), Varese (11,2%) e Saronno (10,2%), mentre Busto Arsizio si attesta al 7,8%, al di sotto della media provinciale dell’8%.

 

23 aprile 2014
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