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Regione, Cgil Lombardia: Varese in pole position per i senza lavoro

operai_in_fabbrica_1-300x225Anche nel mese di marzo 2014, i dati INPS rielaborati dal Dipartimento Politiche Contrattuali della CGIL Lombardia, confermano purtroppo che sul fronte occupazionale non ci sono i segnali sperati per l’uscita dalla crisi. Nella nostra regione si registra una riduzione del tasso di attività, oltre al crollo dei consumi e delle attività commerciali.

Il nodo della Lombardia resta quello di creare lavoro e di riprogettare una struttura produttiva innovata e di qualità, senza la quale sarà tecnicamente impossibile creare le condizioni per la crescita e lo sviluppo del Paese, insieme all’occupazione.

II dato preoccupante è che anche nei primi tre mesi del 2014 sono aumentate le richieste di ore di cassa e dei licenziamenti rispetto allo stesso periodo del 2013. La crisi entra in una nuova fase e cambia volto.

Si conferma la riduzione della cassa ordinaria, ma aumenta la straordinaria e la deroga, e contemporaneamente aumentano i licenziamenti con il ricorso all’ASPI e alla legge 223/91.

E’ una fotografia del cambiamento dovuto alle tante chiusure di attività e di aziende e della riduzione del tessuto produttivo, in particolare nel comparto artigiano, nel commercio e nelle PMI, mentre l’aumento della cassa in deroga è la conseguenza del fatto che tante aziende non possono più ricorrere alla cassa ordinaria o straordinaria.

La cassa in deroga è uno strumento essenziale senza il quale si creerebbe una situazione difficile per la tenuta sociale, dal momento che molte aziende in mancanza di questo ammortizzatore ricorrerebbero ai licenziamenti attraverso la 223 o l’Aspi.

Anche per questo la cassa in deroga, in continuo aumento, deve essere rifinanziata dal Governo, almeno per tutto il 2014. Ad oggi questa copertura non esiste, e CGIL CISL UIL della Lombardia, con le loro categorie, hanno indetto per le prossime settimane una mobilitazione a sostegno della richiesta di copertura finanziaria”.

Per quanto riguarda la cassa, crescono straordinaria e deroga. In sei anni 1.343.941.793 di ore. Complessivamente, nei primi tmesi di gennaio-marzo 2014, rispetto allo stesso periodo del 2103, si registra una crescita delle ore autorizzate di CIG dell’11,98% (72.565.722 ore), una riduzione della cassa ordinaria del 20,82% (22.675.614 ore) e un aumento della cassa straordinaria del 27,87% (37.082.424 ore), mentre, per le ragioni che sono state sottolineate, aumenta vistosamente la cassa in deroga dell’78,79% (12.807.684 ore).

Tutti i settori registrano tassi di crescita della cassa, ma i più colpiti sono: estrazione minerali metalliferi e non (451,63%), commercio al minuto (183,34%), alimentari (172,21%), legno (133%), meccanica (112,43%), metallurgia (101,67%), abbigliamento (34%).

Le province più colpite, cioè quelle che si collocano al di sopra della linea regionale sono: Mantova (199,60%), Cremona (161,29%), Lodi (116,65%), Sondrio (40,90%), Brescia (21,31%), Milano (14,97%), Bergamo (13,56%).

Se invece consideriamo il numero equivalente delle ore in cassa integrazione per occupato, cioè il numero “aggiuntivo” di persone senza lavoro, troviamo: Varese al 13,60%, Lecco al 12,21%, Brescia all’11,83%, Mantova al 9,56%, Bergamo all’8,92%, Como al 7,80%, Cremona al 7,43%, Pavia a 5,51%, Lodi al 5,21%, Milano al 4,17%, Sondrio al 3,45%. La media regionale si colloca a 7,43%.

Per quanto riguarda invece i licenziamenti, i dati sui licenziamenti con la legge 223/91 sono preoccupanti ed evidenziano una fase nuova nella quale molte aziende sopra i 15 dipendenti, dopo aver ultimato il ricorso agli ammortizzatori sociali, o aver scelto di non ricorrere ancora alla cassa ordinaria e straordinaria, decidono di ricorrere alla mobilità, interrompendo il rapporto di lavoro con i propri dipendenti. Segno di una seria difficoltà a resistere dopo anni di contrazione della domanda interna, degli ordini e dei fatturati.

I licenziamenti nei mesi di gennaio-marzo 2014, cioè il ricorso all’indennità di mobilità attraverso la legge 223/91, segnano un aumento del 45,73% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nei primi tre mesi i licenziati sono 7.785, 2.299 dei quali solo nel mese di febbraio.

In quasi tutti i territori, esclusi quelli di Brescia, Lodi, Monza-Brianza e Pavia, si registrano aumenti. Gli incrementi più corposi dei licenziamenti riguardano Sondrio (+3.466%), Varese (+180%), Bergamo (+95,29%), Como (+165%), Lecco (+86,87%), Mantova (+82,42%), Milano (2,37%).

A questi licenziamenti si aggiungono nei primi due mesi (mancano i dati di marzo), le 35.291 domande di ricorso all’ASPI, entrata a pieno regime quest’anno, che ingloba anche le indennità di disoccupazione ex legge 236/93, che riguardano le aziende sotto i 15 dipendenti.

“Rimarchiamo che in Lombardia assistiamo all’aumento della disoccupazione in ragione della costante e prolungata perdita di posti di lavoro, e di un aumento della precarietà e del lavoro a tempo determinato – dichiara la Cgil Lombardia -. Possiamo solo ribadire che la ricchezza del Paese è il frutto del suo sistema produttivo e della sua economia reale e che, per la CGIL e le sue categorie, il lavoro e la politica industriale rimangono al centro delle proposte e dell’azione rivendicativa nei confronti del Governo e della Regione”.

 

20 aprile 2014
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