Varese

Varese, il professionista: maschio, over-45, risiede in piccoli Comuni

professionistiL’antipasto è stato servito in occasione di una riunione della Consulta Provinciale dei Liberi Professionisti, organismo chiamato a esprimere pareri su funzioni e attribuzioni della Camera di Commercio, presso la quale è istituita.

Nella circostanza l’Ufficio Studi dell’ente camerale varesino, con il suo portale statistico www.osserva-varese.it, ha illustrato i primi risultati di quella che – condotta in sinergia con i ricercatori del Gruppo Clas – sarà un’analisi originale e inedita sulla situazione del lavoro autonomo in provincia di Varese. Analisi per la quale si stanno utilizzando prevalentemente dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base delle dichiarazioni fiscali rese dai soggetti con partita IVA.

Scopriamo così che, se considerando l’insieme dell’occupazione generata si raggiunge quota 18.600 persone la cui attività è collegata a questo mondo, i liberi professionisti “in senso stretto” residenti in provincia di Varese risultano circa 11.600, pari a quasi l’8% del totale regionale. Ma chi sono i lavoratori autonomi in senso stretto? Sono considerati tali i titolari di partita IVA che hanno compilato lo specifico quadro del modello Unico e per i quali il reddito da “lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni” è prevalente.

Alle 11.600 persone che rientrano in questa classificazione, per un’analisi più compiuta del fenomeno vanno assommati i 3.500 “contribuenti minimi”, ciò che coloro che possono usufruire di regimi fiscali agevolati o per reddito o per età, e i dipendenti che operano negli studi e negli uffici. Si raggiunge insomma quella quota 18.600 sopra indicata.

Sempre anticipando alcuni risultati di una ricerca che presto verrà arricchita da un confronto con gli Ordini che raggruppano le varie categorie, scopriamo che in provincia di Varese i professionisti lavorano soprattutto nei servizi professionali, scientifici e tecnici: attività legali, contabilità, studi di architettura, studi di ingegneria. Il secondo settore per rilevanza numerica è quello collegato alle attività socio assistenziali e sanitarie; il terzo infine fa capo agli ambiti dell’informazione e della comunicazione.

Quanto all’età, escludendo i contribuenti minimi che spesso sono giovani lavoratori autonomi, la maggior parte dei liberi professionisti (il 57%) si colloca nella fascia dai 45 anni in su. La componente maschile è poi nettamente prevalente: i due terzi del totale.

Sempre sulla base delle dichiarazioni Irpef e utilizzando i dati ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il reddito medio sfiora i 41mila euro mentre i Comuni con la maggior presenza di lavoro autonomo sul totale dei contribuenti sono Luvinate con il 7,4%, Casciago con il 4,6%, i piccoli Marzio, Galliate e Agra e poi Varese con il 3,8%. La media provinciale è invece del 2,2%, per un reddito complessivo di 560milioni di euro, pari al 4% rispetto ai 14 miliardi che rappresentano il totale delle dichiarazioni varesine nell’anno d’imposta 2012.

Dal confronto con gli Ordini, nelle prossime settimane emergeranno indicazioni per andare in profondità su ulteriori elementi capaci di restituirci un ritratto a 360° sul mondo delle professioni: è il caso dei profili degli operatori differenziati per i vari ambiti, da quello ingegneristico e architettonico all’avvocatura fino al contesto sanitario e le nuove tecnologie. Un’analisi che, nel suo genere, si annuncia come apripista in Italia nel suscitare una giusta attenzione verso questa fetta importante dell’economia.

 

17 aprile 2014
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