Varese

Varese, apre Casa rifugio per donne vittime di violenza. In un bene sequestrato alla mafia

Si scopre la targa in Provincia

Si scopre la targa in Provincia

Presentata ieri a Villa Recalcati la Casa rifugio di Varese, una struttura per la prima accoglienza (7-30 giorni) di donne vittime di violenza che aprirà le sue porte tra un mese. Aperta tutto il giorno e tutto l’anno, la Casa è ospitata in due appartamenti di Varese sequestrati alla mafia ed è stata realizzata, sotto l’accorta regia della Fondazione Felicita Morandi presieduta dalla dottoressa Giovanna Scienza, per la sinergia di Stato, che ha concesso l’immobile, Provincia di Varese, Prefettura e Fondazione Cariplo. E’ stata scoperta una targa che sottolinea la nascita della Casa, di cui resta coperto l’indirizzo per ragioni di sicurezza.

Una struttura, come ha sottolineato il commissario straordinario della Provincia Dario Galli, costata 800 mila euro, che fa fronte ad un fenomeno che vede, anche sul nostro territorio, “diverse situazioni critiche, benchè non ci segnaliamo per una tradizione negativa significativa”. Per il Prefetto Giorgio Zanzi, l’iniziativa è il segnale della esistenza, sul nostro territorio, di “best practice”, ovvero buone prassi, “il segnale di una concretezza nata dall’incontro positivo tra pubblico e privato non profit”. Per il sindaco Fontana la Casa è indice di “grande sensibilità per il problema”. Positivo anche il giudizio del Commissario straordinario dell’Asl, Piergiorgio Berni. Una struttura, infine, che secondo Silvia Carrozzo, dirugente della Squadra Mobile della Questura, “agevola il rapporto con le donne e la possibilità di colpire i responsabili dei reati”.

Alla presentazione è intervenuta anche l’assessore regionale a Casa, Housing Sociale e Pari Opportunità, la forzista Paola Bulbarelli, che ha rimarcato come la Casa sia “una risposta vera, concreta, alle donne che escano dalla emergenza”. Dopo l’assessore del Pirellone, hanno preso la parola il dirigente della Regione, Giovanni Daverio, l’assessore comunale a Persona e Famiglia, Enrico Angelini, e Luca Maria Gutierrez, direttore sociale dell’Asl. Ringraziamenti sono andati ad Elena Sartorio, ottima ex presidente della Consulta femminile in Provincia.

Al termine degli interventi, ha preso la parola il presidente della Morandi, Giovanna Scienza, per ricordare che il fenomeno delle donne vittime di violenza è difficilmente stimabile perchè spesso le donne non denunciano di essere state vittime di violenza. Un dato però ci rivela come anche nel nostro territorio sia un fenomeno dai confini estesi, analoghi a quelli nazionali: sono circa 70 le donne interessate al fenomeno ogni medico di medicina generale.

17 aprile 2014
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