Varese

Debutta il comitato Varese 2020. Nuovo teatro? Non è la panacea

Da sinistra: Ciotti, De Simone, Minidio, Civati e Bianchi

Da sinistra: Ciotti, De Simone, Minidio, Civati e Bianchi

Debutta il Comitato Varese 2020 sulla spinosa questione di piazza Repubblica a Varese e, soprattutto, con il futuro dell’ex Caserma Garibaldi. Un tema caldo, che solleva polemiche e contrasti da mesi e mesi. Tra i promotori della nuova realtà civica, Natalino Bianchi, dirigente Pd di area civatiana, e l’attore, regista, professore al Liceo Frattini Andrea Minidio. Interessante il mix che tra il pubblico presente al bar La Bagatella di Varese vedeva la presenza di amministratori locali, tutti Pd (dal relatore della serata, il consigliere comunale Andrea Civati, al consigliere comunale Emilio Corbetta, ad Angelo Zappoli e a Mauro Sarzi Amadè), di esponenti del mondo associativo (come Alberto Minazzi e un altro relatore sella serata, Dino De Simone, entrambi di Legambiente, o Roberto Gervasini del nuovo comitato #Varese 2.0), ad un significativo numero di architetti. Un mix che corrisponde forse, come sottolinea, ad inizio serata, proprio Bianchi, all’area di coloro che, pur avendo desiderio di intervenire sui problemi della città, “sono allergici rispetto al coinvolgimento nei partiti”.

Dunque, piazza Repubblica e nuovo teatro che la giunta varesina punta a realizzare dentro alla Caserma Garibaldi. Il primo ad intervenire è Andrea Ciotti, studioso molto legato all’Ordine degli Architetti di Varese, che ripercorre l’esperienza, bella e di fatto caduta nel vuoto, degli studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, che quattro anni fa si impegnarono a realizzare progetti su alcuni luoghi della città, tra cui piazza Repubblica. E’ stato Ciotti ad enunciare per primo quello che è stato un po’ il filo rosso della serata: non concentriamoci solo sul teatro, ha detto in sintesi lo studioso, ma guardiamo allo spazio pubblico nel suo complesso, alla piazza intera.

Dino De Simone, responsabile di Legambiente di Varese, ha detto chiaro che “non si vuole mettere sul tavolo teatro sì, teatro no. Bisogna partire dalle fondamenta, e questo confronto non è una conclusione, ma un punto di partenza”.

Al consigliere comunale Pd Andrea Civati, il compito di un approccio politico al tema. Civati ha sostenuto: “Se vogliamo fare rivivere la piazza, il nuovo teatro è utile, ma non indispensabile. Prioritaria, invece, la scelta di realizzare iniziative che attirino un flusso di persone, soprattutto giovani, per tutto il giorno”, Ecco, allora, la proposta – già presentata dal Pd – di collocare nella Caserma una biblioteca, un’aula studio, uno studentato, una casa delle associazioni, Una scelta che si rivela, a dire di Civati, più funzionale a fare rivivere la piazza e economicamente più sostenibile.

Al confronto è intervenuto anche il direttore del Teatro Apollonio, Filippo De Sanctis, che ha illustrato contenuti e ritorni economici della stagione teatrale. Una riflessione che ha sostenuto la necessità di realizzare un teatro che, per dimensioni, sia in grado di sostenersi economicamente in maniera autonoma. Un’opinione su cui ha eccepito Minidio, che ha sottolineato come un simile approccio deve arricchirsi con la consapevolezza che esiste una rete di esperienze teatrali locali che può vivere in spazi più ridotti e grazie ad una partecipazione economica da parte dell’ente pubblico.

 

16 aprile 2014
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2 commenti a “Debutta il comitato Varese 2020. Nuovo teatro? Non è la panacea

  1. giovanni dotti il 16 aprile 2014, ore 10:36

    Anch’io ero presente a questa interessante riunione, cui hanno dato importanti contributi esimi Architetti varesini. Da comune Cittadino mi permetto di suggerire che in prima battuta si dovrebbero fissare – in accordo con la Cittadinanza o almeno con la maggioranza di essa – le finalità, cioè la “destinazione d’uso” di una data area o piazza della Città, possibilmente in una visione globale d’insieme, e solo in seconda battuta dovrebbero intervenire gli Architetti coi loro “progetti”. Perché qui mi sembra si voglia fare il contrario, a meno che qualcuno abbia già di testa propria deciso il da farsi. Il che non sarebbe un bel modo di procedere. Ricordo che il P.D. recentemente ha promosso un minireferendum su Piazza Repubblica: che fine ha fatto ? A Varese basta e avanza il Teatro “provvisorio” esistente, che andrebbe ristrutturato, migliorato e reso “definitivo” (anche secondo il parere del suo Direttore). Su cosa mettere al posto della Caserma si deve aprire un dibattito, ascoltando tutte le proposte, da qualsiasi parte provengano, e sopratutto integrandole con le altre numerose realtà esistenti sul territorio comunale, anche per non disperdere in mille rivoli le già scarse finanze pubbliche e per ottimizzare i risultati (non si può parlare di piazza Repubblica avulsa dal contesto generale, inutile fare “doppioni” con ingenti spese di costruzione di nuove strutture o di ristrutturazione di immobili già esistenti e poi di gestione insostenibili). La Città va considerata e ridisegnata nel suo insieme, in un piano organico complessivo e non a pezzetti. Mi scuso con gli Architetti, cui va tutta la mia stima, ma penso che PRIMA sia utile stabilire la “destinazione d’uso” (e qui devono intervenire i Cittadini) e solo DOPO redigere i “progetti”.

  2. Il pignoletto il 19 aprile 2014, ore 17:56

    Come mai su un argomento di tanta rilevanza per la Città non vi sono altri interventi ? Il metodo proposto nel precedente commento mi sembra condivisibile, da parte mia destinerei la Piazza ad uso mercato, come già in passato, e pubbliche manifestazioni, mentre per la Caserma sarei più favorevole ad una destinazione di più ampia fruibilità, come Sede degli Uffici comunali, Polizia Urbana compresa, riunendo così organicamente in un unico polo tutti quei settori ora sparsi sul territorio comunale. Ciò per una maggiore funzionalità degli stessi, un migliore servizio ai Cittadini e minori spese di gestione. Si potrebbero così anche liberare molti immobili che potrebbero essere destinati ad altri usi o messi in vendita con notevole beneficio finanziario per le casse comunali.
    Infine perché non indire un sondaggio popolare sulla destinazione di Piazza Repubblica e della Caserma, come pure di altri immobili o parchi pubblici cittadini, nonché per interventi urbani di una certa rilevanza (come: parcheggio I^ Cappella, piante d’alto fusto ai Giardini Estensi e piazza Repubblica, Villa Augusta, Villa Mylius ecc.) ?
    Mi auguro che altri Varesini intervengono avanzando le loro proposte.

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