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Regione, Cattaneo su riforme: noi abbiamo tagliato, il Parlamento no

Il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo

Il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo

“Il tema delle riforme costituzionali è certamente cruciale per dare una forma più moderna e funzionale all’ordinamento del nostro Paese. Per questo motivo siamo a favore di una riforma, ma la vogliamo veramente funzionale e in grado di rispondere all’esigenza di miglioramento del nostro impianto istituzionale. Siamo contrari, invece, ad un neocentralismo di ritorno che ha come unico esito la mortificazione dei corpi intermedi e del regionalismo per dare in pasto all’opinione pubblica una vittima”. Lo ha affermato Raffaele Cattaneo, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, intervenendo questa mattina alla Camera dei Deputati, durante l’incontro tra la Conferenza delle Regioni e la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative.

“Difendiamo le Regioni e le Autonomie – ha continuato l’esponente del Nuovo Centro Destra - non per ragioni corporative, ma perché le riteniamo un baluardo insostituibile di democrazia e libertà per tutti. Per questo, occorre fare chiarezza sul ruolo del Senato delle Regioni e delle Autonomie e sulle sue competenze che vanno rafforzate perlomeno con riferimento alle norme relative all’ordinamento degli enti locali, al coordinamento della finanza pubblica e alla revisione della clausola di supremazia. Inoltre, chiediamo l’inserimento in Costituzione del principio dei costi standard, per evitare di finanziare gli sprechi, e di norme che favoriscano l’accorpamento delle Regioni attuali, riducendone il numero”.

Il Presidente ha infine affrontato il tema dei costi della politica: “Le Regioni hanno avuto il coraggio di autoriformarsi, tagliando costi e sprechi. Non altrettanto ha fatto il Parlamento e non vi é neppure un segnale in questo senso”.

14 aprile 2014
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Un commento a “Regione, Cattaneo su riforme: noi abbiamo tagliato, il Parlamento no

  1. ombretta diaferia il 14 aprile 2014, ore 19:22

    mi par che lo stesso Letta, ormai ex presidente del consiglio da qualche mese, in quel ruolo percepisse 128mila euro all’anno.
    come un dirigente del comune di Varese. c’è qualcosa che non funziona in tutto ciò. e sicuramente riguarda proprio gli stipendi dei politici… che si son mangiati l’Italia senza lasciar manco una briciola sul desco.

    mi par di ricordare un peana, forse del 2012, esternato attraverso i 144 caratteri di Twitter: l’attuale Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, si lamentava della sforbiciata di Monti che gli avrebbe dimezzato i suoi 8mila euro per 12 mensilità (quelli percepiti da Assessore regionale!) allora era pidiellino e formigoniano di ferro.

    oggi mi pare sia tra i fondatori, nonché coordinatore varesino del Nuovo Centrodestra, e rilascia dichiarazioni tipo “Il nostro partito si propone come la casa di tutti i moderati in un momento in cui vediamo le difficoltà di Forza Italia rispetto alle questioni legate all’agibilità politica di Silvio Berlusconi. Il Nuovo Centrodestra sta portando risultati che si basano sul merito e il legame con il territorio, valorizzando chi si impegna e ha le migliori qualità. Il metodo è quello democratico come dimostrano le recenti primarie che abbiamo organizzato a Varese per scegliere il candidato che correrà per Varese al Parlamento. Questa è l’unica strada per rilanciare, anche in vista delle prossime elezioni, un vero e rinnovato popolarismo europeo”.

    e quindi signor Presidente mi sorge spontanea una domanda: “di quale neocentralismo di ritorno parla?”

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