Varese

Varese, Nove racconta la vita di Mia Martini. EstroVersi la rappresenta

La cantante Mia Martini. In scena la interpreta Clarissa Pari

La cantante Mia Martini. In scena la interpreta Clarissa Pari

Nell’ambito del cartellone Color-Arti 2014 “L’arte colora la vita: Ascoltare — Proteggere — Comprendere”, un ciclo di tre eventi organizzati dall’associazione Estro-Versi presieduta dalla poetessa Sara Pennacchio, domenica 18 maggio, alle ore 21, presso il Teatro Santuccio a Varese, è in programma l’evento rosso: è lo spettacolo “Semplicemente Mia”, liberamente ispirato alla biografia della cantante Mia Martini “Mi chiamo…” di Aldo Nove, con Clarissa Pari (attrice), Laura Fedele (piano e voce), scenografia e luci a cura di Coopuf-lab. La regia è di Michele Todisco. Partecipa Sara Pennacchio nel ruolo di lettrice.

Raccontare Mia Martini non è solo riportare alla memoria una grande artista e cantante, ma raccontare di come si può distruggere una carriera e una vita con il pregiudizio e la superstizione. Un talento che si e visto buttare addosso una delle più infamanti malevoli colpe che in una comunità si può attribuire ad una persona: iettatrice, colei che porta male. Il libro di Aldo Nove con un linguaggio diretto e poetico ci da una visione di un mondo interiore fragile e sensibile della cantante, immerso in un ambiente artistico inquinato da pregiudizi, gelosie, invidie che distruggono chi dell’arte ne fa un valore assoluto della propria esistenza. Ci racconta dell’infanzia, del rapporto col padre, delle sue passioni del suo percorso artistico, delle sue paure e dell’impossibilità di poter uscire da quel vortice di pregiudizi, dalla maledizione che l’ha portata all’estremo gesto.

La scena è concepita su tre piani, ognuno ha un livello diverso di lettura . Il primo livello è il letto, il posto dove è stata ritrovata il 12 maggio 1995 mentre aveva le cuffie in testa e lavorava alla sua prossima canzone. Il luogo non è solo alcova, ma posto di lavoro , dove esorcizzare le sue paure, di riflessione per capire cosa gli sta succedendo. Il luogo della sua condizione estrema, ormai in preda alla disperata depressione che la porterà alla morte.

Il secondo e quello del ricordo, di una vita fatta di sogni di bimba e di quotidiana ricerca di semplicità. Dai gradini da salire, che la porteranno sul palco tra la gente che la ama e gradini da scendere che la porteranno nel luogo delle sue ultime ore di vita.

Il terzo è il palco, il sogno realizzato, il cielo toccato con il dito del successo della sua arte vocale. Da li guarda l’invidia e la superstizione dei suoi colleghi e detrattori. Ma è lì che la sua voce diventa luce. Su di essi scorre la vita di Mia Martini.

Guarda il video dello spettacolo:

COLOR-ARTI 2014 L’arte colora la vita “Ascoltare — Proteggere — Comprendere” Evento rosso “PROTEGGERE” Semplicemente Mia domenica 18 maggio 2014 ore 21.00 Teatro Santuccio, via Sacco 10,…
00:07:43
Aggiunto il 22/03/2014
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Siamo lieti d’invitarVi allo spettacolo “Semplicemente Mia”,

 Domenica 18 maggio 2014 alle ore 21

presso il Teatro Santuccio di Varese

rassegna Color-Arti 2014 “l’arte colora la vita” colore rosso

Ingresso euro 10,00; ridotto euro 8,00

info e prenotazioni : cantinateatro@gmail.com

                   tel. 3396177718

Liberamente ispirato alla biografia “Mi chiamo ” di Aldo Nove

con Clarissa Pari (attrice)

Laura Fedele (piano e voce)
Scenografia e luci a cura di Coopuf-lab
Regia Michele Todisco
con la partecipazione  di Sara Pennacchio nel ruolo di lettrice

 

Raccontare Mia Martini non è solo riportare alla memoria una grande artista e cantante, ma raccontare di come si può distruggere una carriera e una vita con il pregiudizio e la superstizione. Un talento che si e visto buttare addosso una delle più infamanti malevoli colpe che in una comunità si può attribuire ad una persona: iettatrice, colei che porta male. Il libro di Aldo Nove con un linguaggio diretto e poetico ci da una visione di un mondo interiore fragile e sensibile  della cantante, immerso in un ambiente artistico inquinato da pregiudizi, gelosie, invidie che distruggono chi dell’arte ne fa un valore assoluto della propria esistenza. Ci racconta dell’infanzia, del rapporto col padre, delle sue passioni del suo percorso artistico, delle sue paure e dell’impossibilità di poter uscire da quel vortice di pregiudizi,  dalla maledizione che l’ha portata all’estremo gesto.
La scena è concepita su tre piani, ognuno ha un livello diverso di lettura . Il primo livello è il letto, il posto dove è stata ritrovata il 12 maggio 1995 mentre aveva le cuffie in testa e lavorava alla sua prossima canzone. Il luogo non è solo alcova, ma posto di lavoro , dove esorcizzare le sue paure, di riflessione per capire cosa gli sta succedendo.  Il luogo della sua condizione estrema, ormai in preda alla disperata depressione che la porterà alla morte.
Il secondo e quello del ricordo, di una vita fatta di sogni di bimba e di quotidiana ricerca di semplicità. Dai gradini da salire, che la porteranno sul palco tra la gente che la ama e gradini da scendere che la porteranno nel luogo delle sue ultime ore  di vita.
Il terzo è il palco, il sogno realizzato, il cielo toccato con il dito del successo della sua arte vocale. Da li guarda l’invidia e la superstizione dei suoi colleghi e detrattori. Ma è lì che la sua voce diventa luce.

Su di essi scorre la vita di Mia Martini.

guarda il video dello spettacolo: https://www.youtube.com/watch?v=gMuvVUBMFg8

 

 

 

8 aprile 2014
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