Luino

Parole e immagini per Don Andrea Gallo. Una serata al Sociale di Luino

La copertina del volume

La copertina del volume

A quasi un anno dalla morte di don Andrea Gallo, il sacerdote genovese amico di Fabrizio De Andrè e Fernanda Pivano, fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto, si assiste ad un fatto paradossale. Più passa il tempo, più aumentano libri, pubblicazioni, video sul prete, più appare difficile accostare la sua personalità più vera. Don Gallo è, ancora oggi, al centro di uno tsunami editoriale che, invece che aiutarci a comprenderlo, ce lo allontana. Una cosa simile sta capitando anche per papa Francesco. Ma tornando al sacerdote-partigiano, ci sono anche testi che fuoriescono dalla marea e che, di don Gallo, scavano la vicenda umana.

Una di queste opere è senza dubbio il volume scritto a due mani dallo stesso prete da marciapiede con lo scrittore varesino Maurizio Fantoni Minnella, che ha per titolo “Io non mi arrendo. Un’autobiografia in parole e immagini” (Baldini&Castoldi). Una pubblicazione uscita con un documentario in dvd, “Benvenuti nel ghetto”, dello stesso Fantoni Minnella. Un film davvero particolare, che ha il merito di restituirci la Genova profonda, più marginale, più vicina all’anima di don Gallo, che viene ritratto dialogare con i trans trattati come fratelli dolenti e lucidi testimoni del dolore di una città.

Un volume importante che sarà presentato a Luino, presso il Cinema Teatro Sociale, lunedì 7 aprile alle ore 21, con un confronto tra lo scrittore varesino Fantoni Minnella e il direttore di Varesereport, Andrea Giacometti. Nel corso della presentazione, sarà anche proiettato il documentario.

Il volume nasce da lunghissime conversazioni notturne tra Fantoni Minnella e il sacerdote genovese. Una conversazione poi trascritta e rielaborata, con la partecipazione di don Gallo, dallo scrittore e filmaker varesino. Filo rosso delle pagine del volume, la città di Genova, la sua storia, i suoi quartieri, le trasformazioni urbanistiche, il naturale radicamento in città della vicenda umana del sacerdote. Nel volume seguiamo la vita di don Gallo, dal quartiere di Certosa dove trascorre l’infanzia, i bombardamenti, la Resistenza, la speculazione edilizia, l’importante esperienza della Garaventa (il riformatorio galleggiante), l’opposizione al congresso fascista del giugno ’60. Poi il Sessantotto, il terrorismo Br, l’immigrazione, il G8 fino alle vicende politiche più recenti, dalla Lega a Beppe Grillo e al sindaco Marco Doria.

Una lunga cavalcata nel secolo breve che la scrittura veloce e puntuale di Fantoni Minnella restituisce in un libro avvincente, che consente al lettore – e torniamo al punto iniziale – di avvicinare un don Gallo che parla di sè parlando di Genova e parla di Genova per parlare di sè. Un Don Gallo che non manca di rivelarci alcuni lati inediti delle vicende pubbliche, come accade per il rapimento di Milena Sutter o per la censura che interviene sul caso Moro, il film di Giuseppe Ferrara (tagliando una scena con Licio Gelli). Dietro le parole del libro, che non sono “ipsissima verba” di don Gallo, ma il frutto di una fedele riscrittura da parte di Fantoni Minnella, emerge la grande personalità di Gallo, che si esprime nei rapporti con i protagonisti della vita di Genova, a partire dal grandissimo Faber, suo grande amico. Godibili le pagine finali su Genova di Fantoni Minnella, che con sguardo innamorato ritrae la città come grande laboratorio di multiculturalità e grande esperimento di convivenza tra diversi.

 

7 aprile 2014
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