Varese

Varese, lancio del film “Il Pretore”. Divertente, ma poco vicino a Chiara

Arriva il cast a teatro

Arriva il cast a teatro

Serata di gala per il lancio varesino del film “Il Pretore”. Si è svolta ieri sera al Teatro Apollonio con tanto di doppio red carpet davanti all’ingresso che formava la “V” di Varese. Una serata all’insegna del matrimonio tra Varese e Busto Arsizio, dato che la pellicola è stata proposta nell’ambito del cartellone del Baff Festival, che per una sera ha reso omaggio al capoluogo. Affollatissima, con tutto ciò che una serata del genere comporta. Cast presente al completo, a farsi fotografare su una Chevrolet verde. Copiosa passerella di politici. Apericena vip ad inviti curata, per quanto riguarda i piatti, dal cuoco social Marco Chef. Tanta gente, tantissimi varesini curiosi di riconoscersi, in qualità di comparse o con piccole particine, nel film firmato da Giulio Base.

A farla da padrona, ieri sera, è stata, naturalmente, Sarah Maestri, l’attrice luinese che, per anni, ha coltivato questo sogno diventato realtà. Visibilmente emozionata, dal palco del teatro ha dedicato la serata a Natale Giorgetti, uno degli ultimi pescatori lacuali scomparsi. E sempre dal palco, intervenendo prima dell’inizio del film, Giulio Base ha messo le mani avanti nei confronti di coloro che misurano in millimetri la distanza tra romanzo e film.

Ma veniamo al film, che finalmente si è potuto vedere nella sua interezza e al di là dei “si dice”. Come si sa (ma quante volte lo si è detto?) un film tratto da un romanzo è sempre una cosa diversa ed autonoma rispetto al romanzo di partenza. Diciamolo subito, a scanso di equivoci: la pellicola è divertente, godibile, il suo ritmo è veloce e le location azzeccate. Un prodotto ben riuscito, dunque, ma tuttavia molto distante dal romanzo di Chiara, almeno per quanto riguarda il protagonista, il pretore Augusto Vanghetta, interpretato da Francesco Pannofino. Grande caratterista, l’attore estremizza tutti i caratteri del personaggio del romanzo, calcando pesantemente la mano, arrivando persino a citare, in una scena, il marchese De Sade. Pannofino si aggira tra le donne con grugniti ed espressioni da satiro, volgare e con desideri sessuali pantagruelici. E non manca neppure qualche rimando un po’ furbetto all’attualità politica, tra olgettine e bunga bunga (la bellissima Eliana Miglio appare in una scena con una toga che copre il corpo nudo).  E’ questa l’impressione predominante: il film è un grande affresco grottesco, che ci restituisce una commedia all’italiana più diretta e senza mezzi toni, esplicita e spinta all’eccesso. Da fine dell’era berlusconiana. Assolutamente coerente anche l’inserimento di una parte per Debora Caprioglio: un omaggio al divino Tinto?

Questa impressione predominante, tuttavia, nulla toglie all’interpretazione dell’altra protagonista, Sarah Maestri, che ci offre una Evelina Andreoletti, moglie del Vanghetta, ben interpretata e vicina a quella del romanzo, dal corpo esangue che si trasforma scoprendo l’amore. Così come bravi e convincenti appaiono Eliana Miglio, nei panni di una maliardissima “contessa” Armandina Regner de Montfleury, nata Cazzola, e Mattia Zàccaro Garau, che interpreta il giovane avvocato Mario Landriani con estro. Un plauso particolare per Natale Gorini, Lucio Riello e la famiglia Scarpolini. Per tutti, al termine della proiezione, grandi applausi e abbracci dal pubblico varesino.

 

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3 aprile 2014
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