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Regione, Maroni: regione a statuto speciale. Pd: cancelliamo squilibri

pirelliUna proposta che sta facendo discutere, quella del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. E che si pone in linea con l’iniziativa che si è svolta in Veneto. Come ha dichiarato il presidente lombardo, “entro la metà di aprile porterò in Consiglio regionale la proposta di un referendum istituzionale consultivo, per fare della Lombardia la sesta regione a statuto speciale: qualcosa di non molto diverso dal 29mo stato d’Europa”.

Una mossa politica che viene spiegata da Maroni, che sottolinea l’obiettivo della proposta, evocando lo Statuto siciliano del ’46: “Le tasse dei lombardi devono restare al 100% nella nostra regione e le aziende che hanno stabilimenti qui devono pagare le tasse e non a Roma”.

Replica duramente il Pd con Alessandro Alfieri, segretario regionale del partito: ““La proposta di referendum è una sceneggiata elettorale, rimarrà lettera morta come tante altre sparate leghiste. Ma un ragionamento serio potrebbe essere fatto su un punto: anziché pensare di introdurre una regione a statuto speciale in più bisognerebbe lavorare per superare quelle che ci sono, che godono di privilegi che non si giustificano più. E inoltre, si cancellerebbero privilegi e squilibri incomprensibili, pensiamo alle differenze tra i comuni del bresciano che confinano con il trentino e che hanno molte risorse in meno”.

3 aprile 2014
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3 commenti a “Regione, Maroni: regione a statuto speciale. Pd: cancelliamo squilibri

  1. Martino Pirone il 5 aprile 2014, ore 18:41

    Vorrei ricordare a Maroni, Salvini ed ai loro seguaci aspiranti indipendentisti e secessionisti del Nord di leggersi un po’ la storia dell’Unità d’Italia, non quella che ci hanno bugiardamente insegnato a scuola ma quella vera e autentica, cioè quella della guerra di aggressione e di conquista che l’esercito piemontese compì nei confronti del Regno di Napoli (o delle Due Sicilie) depredandolo delle molte ricchezze (sia pure mal distribuite) di cui disponeva.
    Grazie a tale conquista il Piemonte, incamerando l’oro dei Borboni, si salvò dall’imminente pericolo di bancarotta, l’ex Lombardo-Veneto migliorò la propria agiatezza ed il Sud, derubato di ogni bene (depositi d’oro e di danaro prelevati dal Banco di Napoli, arredi di valore e opere d’arte asportati dai palazzi reali e signorili, industrie varie, tessili e persino fonderie e acciaierie chiuse o trasferite al Nord, ecc.) arretrò in una estrema povertà ed i suoi Cittadini di basso ceto “caddero dalla padella nella brace”.
    Se per assurdo (sappiamo tutti che la storia non può tornare indietro) le Regioni del Nord dovessero restituire il maltolto a quelle del Sud, questi “falsi predicatori” chiederebbero ancora l’indipendenza o la secessione del Nord ? Credo proprio di no! Quindi cari signori ricordatevi dell’antico detto: “cosa fatta, capo ha”, oppure del detto partenopeo: “chi ha avuto ‘a avuto e chi ha dato ‘a dato”. Ormai l’Unità d’Italia c’è, e come l’Euro ce la dobbiamo tenere.
    Quindi cerchiamo di non tradire gli ideali e i fini che ispirarono Garibaldi e Mazzini, che agirono in buona fede, in quanto essi ignoravano le mire e gli intrighi di Cavour e di Re Vittorio Emanuele, i quali alla fine non furono per niente riconoscenti nei loro confronti: basti pensare che il Re non accolse nemmeno la richiesta che gli fece Garibaldi di arruolare nel suo esercito i circa 500 superstiti delle truppe garibaldine dopo la fine della “guerra di conquista” del Sud. Inoltre, rifiutando ogni forma di ricchezza, Garibaldi chiese solo di essere nominato almeno per un anno Governatore delle terre conquistate al fine di istaurare nuove leggi e regolamenti per migliorare la convivenza tra i nobili ricchi possidenti e la povera gente sfruttata e oppressa, ma anche questa richiesta gli fu negata.

  2. Il pignoletto il 7 aprile 2014, ore 18:41

    Ma come ! Tanti propongono di abolire le cinque regioni a statuto speciale e questo se ne viene che vuole crearne la sesta ! Mi sa che i neuroni non sono tutti ben collegati.

  3. Alex il 13 aprile 2014, ore 01:24

    Direi che buona parte del maltolto sia stata restituita, visto che da decenni lo Stato Centrale dà soldi a pioggia alle regioni meridionali, in massima parte prelevati da quelle del nord; anzichè puntare sempre il dito contro i settentrionali io me la prenderei con i baroni del XXI secolo (leggasi politicanti), che si pappano tutti i soldi e non lasciano nulla alla povera gente.
    Per quanto riguarda gli Statuti Speciali, essi sono previsti dalla Costituzione e non possono essere aboliti, anche se in effetti alla Sicilia lo toglierei visto che non è stata per nulla in grado di farne buon uso, in ogni caso alla Lombardia e al Veneto non lo darebbero mai, un conto è darlo a Trentino-Alto Adige, Friuli e Valle d’Aosta che sono regioni piccole (e gioco forza producono meno), un altro è tappare i rubinetti di Milano e Venezia.

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