Varese

Varese, il professor Caesar traduce lo Zibaldone: “come scalare l’Everest”

Da sinistra Consolo, Caesar e Raffo

Da sinistra Consolo, Caesar e Raffo

“E’ come l’Everest: è davanti a te e prima o poi lo devi scalare. E noi abbiamo accettato la sfida”. Con queste poche parole, il professor Michael Caesar, ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Birminghan, presenta la prima traduzione integrale in inglese di una delle grandi opere di Giacomo Leopardi, Lo Zibaldone. Il cattedrattico, che parla un perfetto italiano, è ospite, in questi giorni, del Liceo Classico Cairoli di Varese.

Il preside del liceo Salvatore Consolo e il professor Silvio Raffo lo accolgono nell’Aula magna dell’Università dell’Insubria, che in pochi minuti si riempie di studenti del Cairoli. “E’ riuscito a far diventare Leopardi una star”, dichiara il professor Consolo a proposito della titanica impresa.

“E’ la prima volta che presento la traduzione, coordinata insieme al professor Franco D’Intino, direttore  del centro di Studi leopardiani dell’Università di Birmingham e docente di Letteratura Italiana all’Università “La Sapienza” di Roma – dice il professore inglese -, ad un pubblico di studenti. Una bella esperienza, che mi incuriosisce parecchio”. La sua presenza a Varese si deve al preside Consolo, che ha svolto un dottorato di ricerca in Inghilterra con Caesar supervisore della sua tesi. Prima di arrivare nella città giardino, il volume di oltre 4 mila pagine è stato presentato negli States, in Inghilterra, in India.

“Abbiamo lavorato moltissimo – racconta Caesar -, un lavoro d’équipe che ha visto all’opera sette traduttori ben scelti, oltre ad un gruppo di giovani ricercatori che hanno verificato tutto, il manoscritto e l’edizione a stampa. Non abbiamo dato nulla per scontato. Ci sono passi dello Zibaldone in cui non è chiaro se stia parlando Leopardi o se Leopardi stia citando qualcun altro”. Il problema principale? “La mole dello Zibaldone, quel milione di parole che lo compongono”. Ma non è finita qui. “Abbiamo dovuto fare i conti con un periodo lungo – continua il professore -, diffuso nell’Ottocento italiano, mentre in inglese si preferisce una frase più veloce e spezzata. Oltre al fatto che alcune parole usate da Leopardi in inglese non esistono”. Ma ciò che rimarca Caesar è che “pur avendo fatto anche interventi di modernizzazione, abbiamo mantenuto il ritmo della prosa di Leopardi, che spesso si presenta come un discorso orale”.

La fatica di Caesar e dei suoi collaboratori, che punta a fare conoscere Leopardi “ad un pubblico molto più grande”, ha ottenuto recensioni positive. Il professore cita una recensione sul giornale britannico Independent, che sottolineava il piacere di leggere l’opera di Leopardi. “Mi ha fatto piacere leggere in un’altra recensione l’affermazione che la nostra traduzione ha contribuito di primaria importanza per la storia delle idee”.

 

 

 

 

 

29 marzo 2014
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