Varese

Varese, affollata presentazione di “Vita di Don Giussani”. Parterre di politici cattolici

La presentazione del libro. Moderatore era Carlo Petroni, responsabile di Cl a Varese

La presentazione del libro. Moderatore era Carlo Petroni, responsabile di Cl a Varese

Un lungo filmato apre la serata al Teatro Apollonio di Varese. Sfilano tante immagini, parole, volti. Alcuni spezzoni sono in bianco e nero, senza sonoro. Si vede un prete, tonaca nera e sorriso sulle labbra: è don Luigi Giussani che parla agli allievi del Liceo Berchet. Quasi alla fine, le immagini rimandano il vecchio monsignore che taglia una torta di compleanno, già molto dimagrito in viso. Numerosi, poi, gli spezzoni che riguardano i contatti pubblici di Giussani con Wojtyla, con una scena in cui il pontefice bacia dolcemente sulla fronte il sacerdote.

Sono le immagini che a Varese accompagnano la presentazione, affollata, della ponderosa “Vita di Don Giussani”, scritta da Alberto Savorana, portavoce di Comunione e Liberazione. Una serata promossa dal centro culturale Massimiliano Kolbe di Varese in collaborazione con il Comune.

Un volume di quasi 14oo pagine, ricco apparato fotografico, un’opera che lo stesso autore confessa, al termine dell’incontro, essere stata un’impresa da intimorire. “Mi ha richiesto 5 anni e mezzo di lavoro – dice l’autore sul palco del teatro di piazza Repubblica -. Me lo ha chiesto padre Carron (successore di Giussani, ndr.), ma all’inizio ero intimorito”. Poi inizia il lavoro, e oggi, al termine, l’autore ammette: “Sono felice di avere percorso la sua vita, gli incontri, gli appuntamenti del sacerdote con fatti e persone”. Un sacerdote, dice ancora Savorana, “sempre disposto a cambiare, a non sclerotizzarsi, il critico più severo del movimento. Altrochè La Repubblica”.

Ad assistere alla presentazione un pubblico numeroso, con una significativa presenza di autorità e politici. In prima fila c’è il vicario episcopale monsignor Agnesi e il sindaco di Varese, insieme al vicesindaco Carlo Baroni e all’assessore Angelini. Un paio di consiglieri comunali Ncd (Giampaolo, Crespi), ma anche qualche forzista, come il capogruppo Ciro Grassia. Ncd, forzisti, ma anche un Pd, l’ex segretario cittadino Roberto Molinari. E subito dietro l’avvocato Fabio Fedi (Fratelli d’Italia). Tante presenze per un’area cattolica frammentata in diversi contenitori politici, ma tenacemente presente. Numerose anche le presenze del mondo scolastico, come Cova della Manfredini e Pippione del Liceo Sacro Monte, padre Gianni Terruzzi, direttore di Radio Missione Francescana, e Riccardo Prando, giornalista de “La Prealpina”. Un’area cattolica frammentata in diverse contenitori politici, ma ben presente.

Due gli ospiti dell’incontro sul libro, nella tappa varesina di un tour in diverse città italiane che spesso registrano il sold out. C’è padre Piero Gheddo, missionario del Pime, ma soprattutto brillante ed aggressivo pubblicista, negli anni Settanta, sui regimi comunisti soprattutto in Asia. Ad 85 anni si abbandona ai ricordi, ed evoca immagini di Comunione e Liberazione nel ’68 (“un miscuglio – dice Gheddo – di laicismo, radicalismo e comunismo”). “Alla sera a Milano passavano manifestazioni con ragazzi che lanciavano slogan e spesso spaccavano vetrine”. Al Pime, invece, migliaia di giovani studenti ascoltavano le parole di Don Giussani, prendendo fitti appunti in assoluto silenzio, affascinati dalle parole del sacerdote. “Giussani ha sempre cercato di far innamorare i giovani di Gesù”, dice Gheddo.

Poi è la volta di Claudio Risè, psicanalista junghiano, che definisce Giussani “un uomo dai forti sentimenti, senza mai essere un sentimentale”. Tanti i concetti del suo intervento, che scopre rapporti e convergenze tra il lavoro analitico e il magistero e i valori del fondatore di Cl. “Conquistare il cuore dell’altro”, ma anche affidarsi a “una partecipazione affettiva, che non è riducibile ad un concetto ristretto di razionalità”. Ma soprattutto il rapporto con l’altro, con le sue caratteristiche, nella sua libertà.

Alla serata ha partecipato anche il vicario episcopale di Varese, monsignor Franco Agnesi, un martiniano doc, che è salito sul palco all’inizio dell’incontro. Dice che “l’opera di Giussani è consegnata alla Chiesa intera”. E rimarca di vedere la figura del sacerdote e Comunione e Liberazione all’interno di “una sinfonia di voci”. Ricorda anche l’impressione di prete che si meravigliò, anni fa, che lui in parrocchia celebrasse le nozze di “un ciellino doc”.

 

 

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28 marzo 2014
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