Varese

Varese, all’Upel dibattito bipartisan tra sindaci con Fontana e il Pd Astuti

Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia

Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia

Andrebbero aboliti i consorzi di gestione, le comunità montane, lo sconfinato sottobosco di organismi parapubblici che invece di rendere efficiente la gestione del territorio e dei servizi alla persona, frammentano le competenze restringendo le risorse disponibili e la capacità di governo di ognuno. Così Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, ieri sera all’incontro Upel in chiusura del corso per formare a dovere i futuri amministratori locali.

Dibattito ricco di interventi, all’Upel, al quale hanno partecipato il giornalista Gianni Spartà, il sindaco di Malnate e segretario provinciale del Partito Democratico Samuele Astuti, il sindaco di Cairate il leghista Paolo Mazzucchelli, il sindaco di Casale Litta ex ex parlamentare Graziano Maffioli (Udc), il consigliere comunale ed ex vicesindaco di Luino Vincenzo Liardo (Ncd) introdotti dal presidente e dal direttore di Upel Varese, Alessandro Vedani e Claudio Biondi.

“Per quanto mi riguarda credo che le province come sono impostate non siano il massimo della vita – ha chiarito Fontana – ma era più logico che restassero le province rispetto a tutti gli altri inutili microrganismi di gestione: andavano eliminati quelli e accorpati alle province che in questo modo finalmente avrebbero avuto un ruolo vero”. Ma la politica, secondo Fontana, non ha avuto e non ha più l’autorevolezza necessaria a prendere provvedimenti di seria riforma: «Non me ne frega niente di Renzi, Letta, Monti – conclude – Il tema è un altro: come possiamo avere fiducia in uno stato che ha sempre meno soldi e non paga i suoi debiti nei confronti dei Comuni che erogano servizi al suo posto?”.

“Se parliamo di federalismo bisogna parlare di tassazione e di risorse – afferma Astuti – Non sono iscritto alla Lega Nord ma se bisogna amministrare un territorio non si può non vedere quanti soldi dalle tasse vengono incassati dal Comune e quanti dallo Stato. Il cittadino non conosce la tassazione complessiva cui è sottoposto e tanto meno ha chiaro che nemmeno tutte le tasse locali vanno al Comune. Ritengo assurdo che i Comuni impongano l’Irpef, come è assurdo che la tassa sugli immobili di fasci D vada allo stato”. Critico anche sulla riforma delle province che al momento ritiene monca: “Il nostro problema è che parliamo prima delle scatole che non dei contenuti e nella riforma non si è parlato dei temi principali come l’edilizia scolastica per le scuole superiori o la gestione del territorio. La sfida per i Comuni in assenza della Provincia com’è stata finora sarà quella di organizzarsi in ambiti omogenei per tematiche affrontate. Avranno maggiore capacita di incidere sui propri territori, ma ci vuole un extra trasferimento dello Stato per finanziare gli interventi”.

 

27 marzo 2014
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