Politica

Abolizione Province, via libera del Senato. Ma la strada è in salita

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Strada faticosa e in salita quella percorsa in Senato per l’abolizione delle Province. Un voto blindato, sulle Province, dopo che il governo ha deciso di porre la fiducia sulla questione, in seguito ai problemi e alle fibrillazioni che si sono registrate in Commissione. Non solo: la riforma è passata con 160 voti, una cifra inferiore a quella che aveva salutato la prima fiducia al governo, che aveva ricevuto 9 voti in più (hanno votato contro le opposizioni con 133 no). Ora il provvedimento passa alla Camera in terza lettura, ma il governo ha capito che sarà duro il varo dell’abolizione del Senato.

Tra le novità contenute nel testo l’istituzione di dieci Città metropolitane, il trasferimento di alcune delle funzioni delle Province a Comuni e Regioni, la trasformazione degli organi provinciali in enti di secondo grado, cioè non più eletti dal basso.

Le Province già commissariate, come quella di Varese, continueranno ad esserlo e quelle in scadenza saranno prorogate fino al 31 dicembre 2014, spostando al 1° gennaio 2015 il momento in cui le nuove Città metropolitane entreranno a pieno regime. Tutto questo in attesa che il Parlamento vari una legge di riforma costituzionale. 

Il Sottosegretario Graziano Delrio, padre del Ddl, ha affidato la sua reazione a Twitter: “Un Paese più semplice e capace di dare risposte”. Per Renzi “se passa la nostra proposta sulle province, tremila politici smetteranno di ricevere un’indennità dagli italiani”. 

27 marzo 2014
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