Varese

Varese, Serata Pantani al Lavit, mamma Tonina: “un ragazzo come gli altri”

La mamma di Pantani con Chiappucci

La mamma di Pantani con Chiappucci

Difficile racchiudere in una sola serata un mito del ciclismo come Marco Pantani. Un atleta che ha destato e desta ancora oggi passioni sconfinate. Un grande capace di realizzare miracoli come la doppietta Giro-Tour a distanza di pochi mesi nel 1998. Un uomo con tutte le sue debolezze e i drammi, che quando morì lasciò sgomento e dolore in tutto il mondo delle due ruote.

Ma sul Pirata, come era simpaticamente chiamato, ora è uscito un volume che lo racconta, un libro presentato ieri sera presso uno Spazio Lavit come sempre affollato: è stato scritto da Tonina Pantani (mamma di Marco Pantani ) e Francesco Ceniti, giornalista e supertifoso,  e ha per titolo “In nome di Marco – La voce di una madre, il cuore di un tifoso”, pubblicato da Rizzoli.  Un volume che ripercorre la breve e appassionata carriera del ciclista dal punto di vista famigliare, ma anche con l’occhi di un tifoso informato come può essere un giornalista della “Gazzetta dello Sport”.

Una bella serata, condotta dall’esperto Sergio Gianoli, che ha condotto il confronto con i due autori nello stile di un talk-show. Tanti i ricordi del giovanissimo Marco: in sella alle prime bici si perdeva sui colli attorno a Cesenatico, spesso tornando tardi la sera, dolorante e felice. La mamma Tonina lo ricorda come una mamma, appunto, un bambino e un ragazzo generoso, capace di azioni di amicizia e solidarietà verso chi gli stava vicino. “Era un ragazzo come gli altri – dice la mamma Tonina -, e su di lui sono state scritte tante falsità”. Una mamma che segue la carriera fulminante del figlio continuando a lavorare, in un chiosco di piadine, inseguita ad ogni ora del giorno da super-tifosi del figlio, che chiedono notizie, che domandano e si congratulano.

“Generoso, discreto, disponibile”, dice Francesco Ceniti, che sottolinea che pochi, nella grande storia del ciclismo italiano, hanno saputo destare passioni come Marco Pantani. Passioni durature, capaci di arrivare fino ai nostri giorni, come dimostra la riuscita della Serata-Pantani di ieri. “Mi è sempre stato nel cuore, mi ha conquistato come tifoso”, dice ancora Ceniti, che poi si sofferma sulla famosa prova dell’ematocrito che segnò, nel ’99, l’inizio della fine del campione, escluso dal Giro di quell’anno e poi interessato da una serie di inchieste, che come ha rimarcato il giornalista sono finite nel nulla.  A ricordare il ragazzo con la bandana è intervenuto ieri sera anche Chiappucci, che di Pantani fu capitano. Un ricordo commosso, ma anche pieno di ammirazione per un grande campione a cui continua a rivolgersi l’affetto di tanti tifosi.

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26 marzo 2014
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