Varese

Varese, donne nell’Olimpo. Ma non nella stanza dei bottoni

Da sinistra, Isacco, Nurra (presidente Expo Village), Banfi, Gnocchi e Della Chiesa

Da sinistra, Isacco, Nurra (presidente Expo Village), Banfi, Gnocchi e Della Chiesa

Sport al femminile? Donne nell’Olimpo? Il podio è rosa? Con il consueto stile leggero, ma non per questo banale, ieri si è parlato di sport dal punto di vista dell’altra metà del cielo. E’ avvenuto nella cornice della serie di incontri “Voci di donne”, realizzata da Expo Village 2015  in collaborazione con Agenzia del Turismo di Varese e con il patrocinio della Provincia di Varese, del Comune di Varese e dell’Ordine Architetti della provincia di Varese. Un confronto interessante, moderato con simpatia e bravura dalla giornalista Debora Banfi.

L’olimpionica comasca Jennifer Isacco, medaglia di bronzo ai XX Giochi olimpici invernali di Torino del 2006 nel bob a due insieme a Gerda Weissensteiner, ha raccontato un mondo ricco di emozioni e di disciplina. L’Olimpo, insomma, visto da un’olimpionica. “Le olimpiadi sono un’esperienza unica – ha detto Jennifer -, una vera esplosione di emozioni. Ma è anche il risultato di un lungo e faticoso cammino, ci si deve sacrificare, limando centesimo per centesimo”. Una esperienza unica che richiede sacrifici anche a livello di vita famigliare: “Fare agonismo comporta stare fuori casa per mesi. Io ho scelto di dedicarmi alla famiglia, ho un figlio”. Jennifer riconosce: “siamo mediterranei e teniamo alla famiglia più di atlete che provengono dagli Stati Uniti, dal Canada, dalla Russia”. 

Lo sport conta anche nella vita di Nicoletta Gnocchi, avvocato e consigliera della Canottieri Varese. “Mi considero una sportiva, anche se non a livello agonistico”. Il canottaggio è entrato nella sua vita prima come sport, e poi come terreno professionale. Sfondo di questo amore a prima vista la Schiranna di Varese. “Quando si sale sulla terrazza della Canottieri, il colpo d’occhio è eccezionale. Leggersi un libro, rilassarsi”. Ma anche salire sull’imbarcazione e godersi il Lago di Varese, mettendo alla prova il proprio fisico. “Non c’è il minimo dubbio: lo sport è fondamentale per alzare la qualità della propria vita. In particolare il canottaggio è uno degli sport più completi”.

Ma lo sport è anche un importante veicolo di promozione del territorio, come dice il direttore dell’Agenzia del Turismo Paola Della Chiesa. “Il turismo sportivo è uno dei fronti su cui stiamo lavorando con ottimi risultati, in collaborazione con le aziende del territorio, candidandoci ad organizzare manifestazioni di livello europeo e internazionale”. Un lavoro che vede partecipare ragazzi e ragazze che spesso provengono dalla pratica sportiva. “Hanno un grande senso di dedizione e hanno spirito di squadra”.

Sport come attività agonistica, sport come marketing territoriale, sport come gioco di squadra. Tante le donne, con tanti successi. Tutto bene, dunque? E’ l’avvocato Nicoletta Gnocchi ad introdurre un interessante nuovo capitolo. “Se prendo in considerazione il mio sport, il canottaggio, i risultati delle donne sono pregevoli, ma nei ruoli-chiave le donne non ci sono”. Lei stessa rappresenta, nei ruoli dirigenti, una felice eccezione. “Le donne sono importanti nella stanza dei bottoni: smussano, conciliano, rendono più facili le decisioni”. D’accordo l’olimpionica: “Le donne sono entrate nello sport con la loro femminilità – dice la Isacco -, ma non c’è dubbio che siamo entrate in un mondo che per anni è stato maschile”.

 

 

25 marzo 2014
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