Varese

Varese, polveri sottili e decibel, i dati del Treno Verde bocciano la città

Conferenza stampa finale sul Treno Verde a Varese: da sinistra, Ricciardi, Minazzi, Nuglio

Conferenza stampa finale sul Treno Verde a Varese: da sinistra, Ricciardi, Minazzi, Nuglio

Una gara senza esclusione di colpi: il risultato è arrivare primi. A disputarla, questa mattina, i volontari di Legambiente che, con mezzi diversi, alla stessa ora, coprendo un percorso con partenza e arrivo identici (partenza allo Stadio Ossola e arrivo al binario 1 della Stazione Fs), ma con scelte diverse di itinerario rese possibili dai singoli mezzi. A disputare la gara legata al Trofeo Tartaruga che ha visto tagliare il traguardo per prima la bici. “Come in tutte le altre città in cui è stata fatto questo confronto”, dicono i rappresentanti di Legambiente.

Chiusura eco-sportiva, per l’iniziativa che ha visto per quattro giorni il Treno Verde fermo alla Stazione dello Stato di Varese, iniziativa promossa dal Cigno Verde e Ferrovie dello Stato Italiane. Ebbene, il percorso è stato effettuato dalla bici in otto minuti, dallo scooter in 10 minuti, dal bus in 12 minuti (attenzione il percorso è stato effettuato scegliendo la P ed escludendo, invece, la E), dall’auto in 15 minuti. Tutto sommato, risultato piuttosto scontato. In più, come spiega Alberto Minazzi, coordinatori dei Circoli di Legambiente in provincia di Varese, lo stesso percorso è stato effettuato da lui con un auto elettrica del servizio “e-vai” di Trenord. Quale il risultato? Come si è piazzato il veicolo del car-sharing? ”In pratica ho coperto il percorso tra Stadio e Stazione Fs in circa 20 minuti”, dice Minazzi. Tuttavia si può calcolare qualche minuto in più, che ha penalizzato l’auto elettrica, a causa di una serie di necessità all’arrivo (riconsegnare l’auto, riagganciarla alla colonnina) e la lontananza dal parcheggio rispetto alla stazione.

Ma al di là del permio intitolato alla Tartaruga, oggi Legambiente ha fatto il punto sull’inquinamento nella città giardino. Un monitoraggio realizzato in questi giorni grazie al Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, che era stato collocato nella centralissima piazza Monte Grappa, e tramite uno strumento portato in giro per la città e in grado di fotografare le concentrazioni di polveri sottili. Monitoraggio dell’inquinamento acustico all’Hotel Ungheria di viale Borri.

La rilevazione del Pm10 – e questo è un elemento su cui fermare l’attenzione – è stata effettuata venerdì 21 marzo, sabato 22 e domenica 23. Ovvero un giorno feriale e due giorni di weekend. Ovviamente, è stato rilevato uno sfondamento dei limiti di Pm10 con 51 microgrammi su metrocubo medi su 24 ore solo il primo giorno (il limite è 50), mentre nei due giorni successivi sono stati rilevati valori bassissimi (il terzo giorno pari a 1). Interessanti anche i dati che sono stati ottenuti con il rilevamento itinerante: anche in questo caso, con un rilevamente relativo a venerdì, è stata superata la soglia di 50 microgrammi a metrocubo di polveri sottili (l’itinerario è stato da piazza Monte Grappa a piazza Repubblica, via Vittorio Veneto, piazzale Trieste, via Magenta e conclusione in piazza XX Settembre). “Valori che fotografano una preoccupante situazione della qualità dell’aria in città”, dicono i volontari di Legambiente, a conclusione del monitoraggio.

E l’inquinamento acustico? Anche in questo caso Varese è un’osservata speciale, con decibel “fuorilegge”: nel periodo diurno decibel costantemente oltre i 58  (il limite è 65). Per quanto riguarda i periodi diurni, in piazza Monte Grappa nei tre giorni 21, 22 e 23 marzo si registrano 64 decibel, tranne che per sabato che segna 65,6, mentre nei periodi notturni domenica si arriva a 67 decibel. Per quanto riguarda viale Borri (monitorata dalle 12 del 21 marzo alle 12 del 22) di giorno si sono registrati 69,7 decibel, e di notte 63,9 decibel.

 

24 marzo 2014
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