Varese

Varese, Berutti neo-presidente delle imprese meccaniche Univa

a sinistra Dario Gioria, Giovanni Berutti, Luigi Galdabini

a sinistra Dario Gioria, Giovanni Berutti, Luigi Galdabini

È Giovanni Berutti il nuovo Presidente delle imprese del Gruppo “Meccaniche” dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Confermato, invece, alla presidenza delle attività “Siderurgiche, Metallurgiche e Fonderie”, Dario Gioria. Questo il risultato del voto dell’Assemblea congiunta delle aziende del settore metalmeccanico e metallurgico associate all’Unione Industriali che si è svolta questo pomeriggio al Centro Congressi Ville Ponti di Varese.

Un’assise che ha dato il via al ciclo 2014 delle Assemblee dei vari Gruppi merceologici che compongono una compagine associativa fatta, in totale, di 1.255 imprese per più di 67 mila addetti. Di queste 452 sono imprese meccaniche (per 27.812 addetti) e 26 sono metallurgiche (per 1.081 addetti). Quelli che si sono radunati a Ville Ponti sono dunque i comparti più rappresentati all’interno dell’Unione Industriali, di cui si ritagliano il 38% delle imprese associate e il 43% degli addetti in esse impiegati. Specchio della composizione industriale del territorio: il cui export fa capo per per il 63% proprio al settore metalmeccanico e metallurgico. Tanto per dare un dato che fotografa l’importanza di questa realtà manifatturiera all’interno dell’economia varesina.

Il neo presidente delle “Meccaniche”, Giovanni Berutti, della SPM Spa di Brissago Valtravaglia (lavorazioni meccaniche, plastiche e tipografiche) prende il posto di Luigi Galdabini, imprenditore di Cardano al Campo, giunto al termine di mandato, che a livello nazionale ricopre la carica di Presidente di Ucimu, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione che fa capo a Confindustria.

Il passaggio di testimone è avvenuto durante un’Assemblea che ha ospitato i vertici della Federazione dell’Industria Metalmeccanica Italiana. “Se guardiamo alla prospettiva del nostro settore – ha dichiarato il Presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi – per i prossimi due anni le attese sono moderatamente positive. Dopo sei anni di segni meno (con volumi in diminuzione del 30%) e dopo un 2013 chiuso ancora in flessione, nell’ultimo periodo abbiamo visto muoversi qualcosa. La ripresa però si presenta fiacca, troppo incerta. A pesare sulle imprese c’è la difficoltà sui mercati esteri che deriva da un euro troppo forte, mentre la domanda interna è ancora e sarà anche nel prossimo futuro ferma”. Dall’inizio della crisi il settore metalmeccanico ha perso in Italia 227mila addetti. Per invertire la tendenza il Presidente di Federmeccanica ha mandato da Varese un messaggio alla politica: “Ci aspettiamo un taglio consistente dell’Irap a favore delle imprese”.

Dati nazionali, ma non solo. Sul piano locale, l’assise è stata anche l’occasione per fare il punto sull’andamento congiunturale dei comparti in provincia di Varese. A partire dai dati del mercato del lavoro. “Per quanto riguarda la richiesta degli ammortizzatori sociali – si legge nella relazione congiunta del Presidente uscente Luigi Galdabini e del Presidente Dario Gioria – il nostro comparto ha registrato nel 2013 un incremento della cassa integrazione ordinaria del 10% rispetto al 2012. In aumento anche la Cassa Straordinaria: +12,5%. Si riduce invece la cassa in deroga: -2,5%”.

A livello di produzione l’Ufficio Studi dell’Unione Industriali ha registrato, nell’ultima rilevazione sul quarto trimestre 2013, una flessione generalizzata, dopo il recupero che aveva, invece, contraddistinto i trimestre precedenti. “Segnale che la via della ripresa – sottolinea l’Ufficio Studi – non è necessariamente lineare e che sono ancora presenti fattori di debolezza e instabilità”. Anche per quanto riguarda le aspettative per i prossimi mesi domina tra le imprese la prudenza: il 95% si aspetta valori stabili. In lieve diminuzione anche l’export del settore che nel Varesotto ha chiuso il 2013, in linea con il dato nazionale, con un calo del 2,3% a quota 6,1 miliardi. Dato, comunque, superiore ai livelli del 2011 che si erano fermati a 5,8 miliardi. In controtendenza sui mercati esteri è la voce del comparto “Altri mezzi di trasporto” (leggi industria aerospaziale) che nel 2013 ha esportato beni per 1,9 miliardi, contro gli 1,7 del 2012. Segno più anche per gli “Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi”, passati dai 227,4 milioni del 2012 ai 230,6 del 2013.

 

24 marzo 2014
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