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Cgil Lombardia, operazione-trasparenza in vista del congresso

Susanna Camusso concluderà il congresso della Cgil Lombardia

Susanna Camusso concluderà il congresso della Cgil Lombardia

Conferenza stampa stamattina alla Casa della cultura per presentare l’XI Congresso della CGIL Lombardia che si terrà mercoledì 26 e giovedì 27 marzo all’NH Congressi Milanofiori di Assago. Vi partecipano 618 delegate e delegati in rappresentanza di 914.362 iscritti e iscritte, e sarà concluso dal Segretario generale della CGIL Susanna Camusso. Il congresso regionale è stato presentato dal segretario generale Nino Baseotto e dal segretario organizzativo Franco Stasi, già segretario generale a Varese.

Nel disegnare la fotografia della più grande struttura sindacale italiana, Baseotto ha ricordato che nel 2002 gli iscritti erano 879.346, e che il trend ininterrotto di crescita dalla fine degli anni ’90 sino a tutto il 2012. Lo scorso anno si è registrata una lieve flessione rispetto all’anno precedente (-1.374), dovuta sia agli effetti della crisi soprattutto nei comparti industriali, sia al blocco dei pensionamenti.

Le assemblee congressuali nelle aziende e nelle Leghe dello SPI sono state 13.147, cui hanno partecipato 259.778 iscritte ed iscritti, pari al 31,45% degli aventi diritto. Il documento “Il lavoro decide il futuro” ha avuto il 96,76% dei consensi, mentre il 3,24% ha votato il documento ”Il Sindacato è un’altra cosa”. Terminata la fase dei congressi di base, di quelli delle categorie, delle Camere del lavoro territoriali e metropolitane e delle categorie regionali, il prossimo appuntamento dopo il nostro congresso regionale sarà il XVII Congresso nazionale della CGIL, che si terrà a Rimini il 6, 7 e 8 maggio 2014.

In questi mesi di dibattito talvolta anche aspro e difficile, si è parlato dei documenti congressuali, delle proposte della CGIL per uscire dalla crisi e rilanciare sviluppo e occupazione, di quelle del Governo in materia di economia e di politiche per il lavoro soprattutto dei giovani, dei rapporti con la Regione, di rappresentanza e di tutte le questioni al centro della vita politica italiana. E da parte della Cgil è stato reso pubblico qualche dato sui costi della sua attività, in un momento in cui molto si parla, e non sempre con benevolenza, delle Organizzazioni della rappresentanza sociale. Qualcuno paragona il sindacato addirittura ad una casta, mettendo in dubbio la trasparenza dei nostri bilanci, che pure sono chiari e disponibili on line.

“Le caste non mi piacciono, dice a questo proposito Nino Baseotto, il nostro Segretario generale, ma non mi piace nemmeno chi cerca di far diventare casta quelli che non apprezza o dei quali vuole ridurre ruolo e funzioni. Eppure i dati sono trasparenti e pubblici. Lo stipendio del segretario generale della CGIL Lombardia non è un segreto: guadagno 2.528 euro netti al mese. Un buono stipendio, certo, ma chi scrive o ci accusa di essere casta prende forse meno? La CGIL non ha nulla da nascondere. Poi c’è chi usa la favoletta dei finanziamenti pubblici a patronati e centri di assistenza fiscale (i CAAF) che consentirebbero al sindacato di arricchirsi. Non so altri, ma il nostro Patronato ed il nostro CAAF ricevono rimborsi che coprono solo una parte dei costi che abbiamo per garantire un’ampia gamma di servizi a lavoratori e pensionati. Servizi gratuiti nel caso del patronato e con una quota richiesta all’utente assolutamente ridotta per quanto riguarda il CAAF. Tagliare CAAF e patronati equivarrebbe non a colpire il sindacato, ma a costringere lavoratori e pensionati a rivolgersi al mercato privato dei commercialisti, cioè ad essere meno tutelati e ad avere più difficoltà a far valere i propri diritti. Senza contare – ha detto ancora Baseotto – che quello dei patronati è un servizio che l’INPS – che ha ormai automatizzato mettendo tutto on line – altrimenti non riuscirebbe a garantire, soprattutto ai pensionati e a tutte quelle persone che non usano il web”.

“Da anni sui nostri siti on line – ha ricordato Franco Stasi, Segretario organizzativo della CGIL Lombardia – si possono consultare i bilanci sociali (Il sito del Bilancio sociale: www.bilanciocgil.it; Il bilancio sociale 2013 uscirà a maggio).

I dati sui compensi, la quantità dei dipendenti, il patrimonio economico, quello immobiliare sono pubblici: l’unica proprietà della CGIL Lombardia è la sede, che quest’anno verrà trasferita da Sesto San Giovanni a via Palmanova, a Milano, e per la quale la CGIL paga regolarmente l’IMU come tutti. I dipendenti della CGIL Lombardia – la più grande struttura regionale della CGIL e di tutto il Sindacato italiano – sono 49, erano 60 nel 2009, di cui 5 in distacco (7 nel 2009).

La scelta di ridurre è andata nella direzione di privilegiare l’apporto di nuove energie nelle strutture territoriali. A tutti i dipendenti si applica il regolamento nazionale del personale della CGIL, in base al quale, per la struttura CGIL Lombardia lo stipendio lordo mensile per 14 mensilità, che varia a seconda dell’incarico e in conseguenza del livello, va dai 1.884.15 euro lordi (circa 1.282,00 netti) di chi lavora in un ufficio di segreteria, ai 2.196,00 euro (circa 1.415,00 netti) di coloro che svolgono mansioni tecnico operative, fino ai 2546.86 euro (circa 1.618,00 netti) di un/a funzionario/a politico/a.

Per il 96/97% le entrate della CGIL Lombardia derivano esclusivamente dai proventi del tesseramento. Sulle spese di rappresentanza si applica a tutti il regolamento nazionale del personale della CGIL con tutti i limiti di spesa, le note giustificative e le autorizzazioni per ogni tipologia di spesa e/o rimborso, come avviene nelle aziende. La ripartizione equilibrata delle risorse per ogni Struttura e livello è garantita da un sistema di regole di ripartizione percentuale automatica.

“Se ce ne fosse stato bisogno, dunque, ha concluso Franco Stasi – questi sono i nostri costi: trasparenti come la nostra forza organizzata, la nostra rappresentanza e le nostre regole democratiche che tengono insieme una comunità di quasi 6 milioni di persone, garantendo la condivisione delle scelte di politica contrattuale e sindacale e il protagonismo degli iscritti e dei lavoratori, per affermare la difesa dei diritti e delle libertà”.

24 marzo 2014
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