Varese

Ernesto Masina e Letizia Lovascio, vita creativa di una coppia varesina

Ernesto Masina e Letizia Lovascio

Ernesto Masina e Letizia Lovascio

Una lunga storia insieme, in cui la creatività è uno degli ingredienti che li accomuna. Parliamo di una coppia formata a Varese da uno scrittore e da una scultrice: Ernesto Masina e Letizia Lovascio, sposati da 53 anni. Nel loro appartamento tante le opere d’arte. Le sculture di Letizia, qualche quadretto di Ernesto (rigorosamente tempere), ma anche opere di altri artisti. Una casa in cui si respira l’amore per l’arte.

Davvero particolari le sculture realizzate da Letizia Lovascio, nata a Varese da una mamma milanese e un papà pugliese. Forme e figure che lei, con pazienza e passione, “estrae” da oggetti trovati in giro, donati da amici, pezzi di legno spaccati, bruciacchiati, già plasmati dall’acqua di un fiume. Oggetti della natura da cui escono figure, uomini e animali. “Lavoro con pezzi di legno trovati in un bosco, sui bordi di un ruscello – racconta Letizia -. Ci vedo dentro qualcosa, qualcuno, un viso, una immagine”. Come dice lei, “il legno è una materia viva, e scolpendola ritrova la vita. Una seconda vita, invece di finire in discarica”. Ci racconta come lavora il legno: lo tiene in mano, quasi coccolandolo tra le braccia, e piano piano, con i suoi strumenti, ricava le sue figure. “Senza violentare il legno”.

Le piccole figure realizzate da Letizia Lovascio, quelle che non sono state cedute ad altri, si nascondono in qualche angolo dell’appartamento, vicino al camino, accanto ad una tenda, su un comodino. Sono figure che, grazie ai nodi di castagno, ai buchi creati dall’acqua e dal tempo, esprimono solitudine, voglia di tenerezza, oppure anche energia e vita, come nel caso di un bellissimo cavallino che sembra pronto a scattare in una corsa selvaggia.

Ernesto ascolta in silenzio Letizia che racconta la sua arte. Ernesto Masina è nato in Africa da un padre fiorentino e una madre bresciana. Girovaga parecchio da piccolo, seguendo gli spostamenti, lui e i suoi fratelli (tra cui il giornalista Rai Ettore Masina), del padre ufficiale della Benemerita. Una serie di percorsi che, a cavallo della guerra, lo portano a Breno in Val Camonica. Il paese in cui c’è la casa dei nonni e che è diventato location del primo romanzo di Ernesto: “L’Orto fascista”, pubblicato dall’editore Macchione. Un libro che ha fatto parlare di sè. Con giudizi lusinghieri: chi ha parlato di Andrea Vitali e chi, addirittura, di Piero Chiara.

Dopo una vita nel ruolo di responsabile commerciale di un’azienda chimica, Ernesto Masina ha scoperto l’arte. Prima l’esperienza di “Varese Corsi” del Comune, con l’interesse per il lavoro con la creta. Poi un bel periodo di tele dipinte a tempera, colori vivaci, paesaggi come soggetto prevalente. “Ero un lettore da sessanta libri letti ogni anno – racconta davanti alla moglie -. Ad un certo punto mi sono detto: perchè non scrivere io stesso ciò che vorrei leggere?”. Ed ecco che nasce il suo primo romanzo, “L’Orto fascista”. “Mi sono divertito a scriverlo, una storia ambientata negli ultimi anni di guerra, basato su spunti della mia esperienza a Breno”. Una girandola di equivoci e di personaggi narrati con stile brillante e leggero. Un bel libro che presto avrà un sequel. “Qualche personaggio del primo romanzo tornerà, in questa commedia che sfiora la pochade”. Appuntamento a maggio.

 

23 marzo 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi