Legnano

Legnano, l’assessore Melazzini incontra l’associazione De Gasperi

Un momento dell'incontro a Legnano

Un momento dell’incontro a Legnano

L’Assessore regionale alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione, Mario Melazzini, ha tenuto una appassionante testimonianza agli amici dell’associazione Alcide De Gasperi a Legnano, ritrovatisi per l’occasione a cena nel salone del ristorante legnanese Al Borgo Antico. Una serata che non ti aspetti e che probabilmente nessuno degli oltre 50 amici della De Gasperi avrebbero mai pensato potesse avvenire. Invece è accaduto qualcosa di speciale.

Attorno alla tavola personaggi più o meno noti nell’ambito cittadino legnanese e non solo. Molti di loro impegnati a vario titolo nella politica nazionale e locale, nel sociale, nell’educazione. Qualche imprenditore, qualcuno che lavora nelle imprese sociali, qualche giovane che ha appena terminato gli studi, mescolati a liberi professionisti e a chi invece tocca rimboccarsi ancora una volta le maniche per trovare un nuovo lavoro. E poi lui. Mario Melazzini. Un Assessore e la sua carrozzina. Certo, ancora oggi, per una questione prettamente culturale, quanto “scandalo” a dare retta, a dare fiducia ad una persona “disabile” o “diversamente abile” come piace tanto al linguaggio del politically correct.

Melazzini, un uomo di 55 anni, a cui nel 2003, all’apice della carriera – giovane direttore dell’Unità operativa Complessa di Day Hospital Oncologico dell’Istituto Scientifico di Pavia, della Fondazione Maugeri IRCCS e professore a contratto presso la I Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Pavia -, viene diagnosticata la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia rara, che non lascia scampo, che colpisce progressivamente la muscolatura. Che ti rende senza forza. “Una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Una malattia -come ben specificato dalla AISLA Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – che ha una caratteristica che la rende particolarmente drammatica: pur bloccando progressivamente tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e la volontà di rapportarsi agli altri. La mente resta vigile ma prigioniera in un corpo che diventa via via immobile.”

Già,  la mente resta vigile e molto lucida, come ci ha testimoniato Melazzini. Che oggi è un politico … in prestito. Nel senso che lui dichiara che una volta terminato il mandato desidera tornare a fare il medico. Il suo lavoro. Con una voce e una forza comunicativa che in modo naturale non fanno volare una mosca, che avvolge in un silenzio religioso tutti quelli che lo ascoltano, in modo straordinariamente semplice, l’Assessore ha comunicato una delle verità forse più importante dei nostri tempi: “Solo quando ho iniziato ad accettare il mio limite, ho iniziato a rivivere con tutta la passione che ho sempre avuto”. E pensare che provocatoriamente l’amico Paiusco lo aveva messo di fronte al dilemma di Gabriele D’Annunzio: “Ah, perchè non è infinito come il desiderio, il potere umano?” per capire da lui come aveva fatto a superare la contraddizione del suo limite e della sua impotenza di fronte alla malattia.

E invece Melazzini ci ha testualmente parlato di limite come valore aggiunto! Detto da uno che aveva nei primi tempi della malattia addirittura avviato lucidamente le pratiche per l’eutanasia in un paese straniero confinante con la Lombardia…. Un Paese che dopo aver raccolto tutte le carte di Melazzini gli fa arrivare questo messaggio: “Appropriato per essere ammesso alle procedure”.

Ma chi di noi accetta i propri limiti in questo modo? Chi di noi, almeno tra coloro che erano presenti, ha un problema personale e fisico di questa portata? Viene tutto ridimensionato, e i nostri problemi e i nostri limiti abbracciati in uno sguardo diverso, “lo sguardo del medico che guarisce il malato”, altra frase uscita dall’esperienza di Melazzini.

C’è un grosso lascito ai 50 della serata. Se ognuno sarà serio con se stesso, dopo aver sentito l’amico Mario Melazzini, non potrà tornare ad affrontare la vita, i lavoro, gli affetti, la famiglia, la politica, tutto quanto ciò che uno vive, non potrà più affrontare nello stesso modo di prima tutte queste cose. Il dottor Mario Melazzini da Pavia, l’assessore Melazzini è un vero testimone del “centuplo quaggiù”, del fatto che il dover dipendere dal proprio limite e dagli altri non cancella la propria libertà, la capacità di dire “io ci sono, sono voluto e ho un compito da svolgere”, non è obiezione ma anzi paradossalmente condizione per poter continuamente essere utili à sé stessi, alla propria famiglia e al mondo intero, anche attraverso la tanto vituperata politica.

L’Associazione De Gasperi di Legnano proseguirà, con tutti gli interessati, un lavoro di coinvolgimento e confronto con altri testimoni della vita politica, sociale, educativa. Per informazioni  degasperi.legnano@gmail.com

 

22 marzo 2014
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Un commento a “Legnano, l’assessore Melazzini incontra l’associazione De Gasperi

  1. antonietta il 19 maggio 2014, ore 20:29

    quali cure ha fatto per vivere 10 anni con la malattia ‘? mia cognata in 18 mesi e devastata e sta soffrendo come un cane rabbioso.percheè

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