Varese

Varese, Casa Pound: polo dell’artigianato alla Caserma Garibaldi

Lo striscione in via Magenta

Lo striscione in via Magenta

“Più che un teatro, un teatrino. Basta sprechi!”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia in via Magenta, a Varese, per denunciare i costi enormi e la scarsa utilità del progetto di convertire in teatro la caserma Garibaldi. “L’idea del Comune di destinare la Garibaldi a teatro – spiega Gabriele Bardelli, coordinatore provinciale di Cpi – dimostra tutta l’incapacità amministrativa di questa giunta. Il progetto è arrivato dopo un lunghissimo stallo, ha dimensioni e costi faraonici, valutati tra i 35 e i 50 milioni di euro”.

“Siamo favorevoli agli investimenti nella cultura, ma non quando si trasformano in uno specchietto per le allodole. La giunta pensa ai circenses, ma il panem dov’è? Varese ha bisogno di un vero rilancio che può partire proprio dall’ex caserma, a patto che sia utilizzata come fulcro di un progetto di ampio respiro e non come una cattedrale nel deserto economico e sociale in cui viviamo”.

“Per questo CasaPound Italia – prosegue Bardelli – presenterà a breve un piano che coinvolge sia l’ex caserma sia piazza della Repubblica, ormai ricovero per barboni. Il progetto prevede che la Garibaldi sia destinata alla creazione di un polo dell’artigianato e che sulla piazza sia allestito un mercato agroalimentare coperto. È un disegno organico e coerente che, – sottolinea l’esponente di Cpi – oltre ad assecondare le vocazioni del nostro territorio e quindi essere ampiamente attrattivo, risulterebbe anche assai meno oneroso rispetto al progetto di fare della Garibaldi un teatro: permetterebbe di accedere ai finanziamenti europei per l’artigianato, l’artigianato artistico e l’agroalimentare”.

“La giunta – conclude Bardelli – abbia il coraggio di fare un passo indietro sul teatro e di realizzare un’opera che risponda davvero a esigenze, istanze e peculiarità del nostro territorio”.

21 marzo 2014
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