Varese

Varese, nuovo Pgt, l’assessore Binelli: consiglieri Pd, dite qualcosa di sinistra

L'assessore all'Urbanistica Binelli

L’assessore all’Urbanistica Binelli

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo una lettera dell’assessore comunale all’Urbanistica, il leghista Fabio Binelli, relativa ai rilievi del Pd di Varese sul Pgt adottato dalla maggioranza di centrodestra:

Il Partito Democratico da alcune settimane cerca di insinuare dubbi sul Piano di Governo del Territorio di Varese, attraverso ripetute conferenze stampa, nelle quali si fanno proclami di opposizione ai contenuti del piano stesso. Il livore del PD per la compattezza dimostrata dalla maggioranza Lega- Centrodestra in sede di adozione è tale da indurli ad attaccare alcuni principi che, altrove, gli stessi democratici dichiarano di sostenere.

I sistematici attacchi del PD alla perequazione introdotta finalmente anche nel PGT di Varese (e presente massicciamente anche in quelli di Milano e Sondrio, comuni guidati dalla sinistra) si scontrano con la lotta da sempre condotta dalla sinistra contro la rendita fondiaria. La perequazione è un meccanismo diretto a spostare parte del maggior valore dei terreni edificabili che la pubblica amministrazione attribuisce ai proprietari attraverso le decisioni urbanistiche a vantaggio dei cittadini che vengono invece danneggiati dalle scelte del Comune perché i loro terreni sono destinati ad ospitare funzioni pubbliche. Se il valore di una proprietà privata è alto per decisione del Comune, è equo che parte di questo extravalore venga utilizzato per indennizzare i cittadini che invece devono cedere aree al comune per fare strade, giardini pubblici, parcheggi, scuole. Un concetto di giustizia, una volta tipico della sinistra, che evidentemente oggi, passata a governare, tende a privilegiare i fruitori di rendita, non solo a livello nazionale ma anche a livello locale.

L’Istituto Nazionale di Urbanistica già dal 1995 indicava la via di “finanziare la città pubblica attraverso i plusvalori creati dalla trasformazione della città privata” e tale concetto è stato ampiamente ribadito nell’ultimo congresso dell’INU svoltosi a Salerno nell’ottobre del 2013. Il PD varesino ogni tanto ha sussulti di sinistra e allora afferma che la perequazione è giusta ma è stata applicata in modo sbagliato: peccato che la sola proposta correttiva della perequazione proposta dalla sinistra varesina è stata quella di eliminarla, ripristinando tutti i vantaggi per coloro che hanno ottenuto dal PGT l’edificabilità dei terreni.

E che il PD sia diventato l’alfiere della cementificazione di suolo “a gratis”, senza cioè contribuire alla costruzione della città pubblica, lo dimostrano alcuni emendamenti presentati dal consigliere Andrea Civati che ha proposto in Consiglio Comunale di rendere edificabili alcuni precisi terreni di persone che verosimilmente si erano rivolte a lui per ottenere questo vantaggio.

Si afferma che il PGT penalizza i piccoli per favorire i grandi, ma tale affermazione è assolutamente gratuita perché l’incidenza percentuale della perequazione è assolutamente identica sugli interventi di piccole dimensioni che su quelli grandi, sui quali in aggiunta gravano oneri aggiuntivi derivanti dalla necessità di effettuare recuperi ambientali e urbani complessi.

Si tenga conto che, secondo un recente studio del Politecnico di Milano, la quota degli oneri sul costo del costruito che va a vantaggio della collettività a Milano varia dal 5 all’8% contro il 30-32% di Monaco di Baviera (incidentalmente la città italiana con gli oneri di urbanizzazione più alti è Firenze, il cui sindaco è stato recentemente imposto dal PD come presidente del consiglio…).

L’ultima polemica del PD è quella lanciata sull’individuazione degli edifici costruiti prima del 1953, per i quali il PGT prevede una particolare procedura per poter procedere alla demolizione o ad una ristrutturazione che ne alteri i caratteri (è totalmente falso affermare che tale iter prudenziale si estenda a interventi manutentivi). Innanzitutto va detto che l’Amministrazione ha avviato autonomamente una raccolta documentale per procedere alla valutazione degli immobili in questione. Ma entrando nello specifico, mi sembra importante rilevare come, in uno Stato in cui quotidianamente si assiste alla distruzione del patrimonio architettonico e paesaggistico, il Comune di Varese abbia voluto mettere dei paletti ad interventi che snaturino edifici di pregio dell’epoca liberty o del periodo razionalista che, pur non essendo vincolati dalla Sovrintendenza, costituiscono una ricchezza della nostra città.

Questa operazione è considerata addirittura “incostituzionale”  dal Partito Democratico, al quale bisognerà fornire un bigino della Carta Costituzionale sul quale potranno ripassare l’art. 9 (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico”). A noi sembra invece che, piuttosto che perdere altri pezzi di storia della città per ignavia, sia meglio perdere qualche settimana e verificare se effettivamente un fabbricato meriti di essere conservato.

Insomma, quando deve contrastare la giunta Fontana, il PD si dimentica dei concetti di equità urbanistica, promuove il consumo libero di territorio, demolisce fabbricati storici.

Ah dimenticavo: il PD è contrario a nuovi supermercati ed avversa l’ipotesi di insediamento di Esselunga al posto degli edifici dismessi della ex Malerba: un improvviso risveglio dopo il lungo torpore che ha consentito agli esponenti del Partito Democratico di votare a favore di altri supermercati come quello COOP a Casbeno: ma, si sa, al cuor non si comanda!

Fabio Binelli

Assessore alla Pianificazione Territoriale

20 marzo 2014
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