Varese

Varese, nuovo Pgt, arriva il decalogo del Partito democratico

L'intervento del capogruppo Mirabelli

L’intervento del capogruppo Mirabelli

Dieci le osservazioni targate Pd che saranno presentate contro il Pgt adottato in Aula dal centrodestra. Dieci “tavole della legge” per ridisegnare un Pgt che il principale partito di opposizione, il Partito democratico, contesta praticamente in toto, con una serie di rilievi che hanno forse un torto: di non essere di destra o di sinistra, ma semplicemente di buon senso, a partire dal no ai parcheggi nei parchi. “Lo abbiamo detto: questo Pgt non ci piace e quando governeremo la città lo cambieremo – ribadisce il segretario cittadino Luca Paris -. E dopo gli oltre cento emendamenti presentati in Aula, abbiamo deciso di sintetizzare in dieci osservazioni i punti critici principali”. A lanciare le osservazioni una bella pattuglia di consiglieri, capitanati da Paris e dal capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli. Accanto a loro, i consiglieri Corbetta, Civati, Conte.

A finire nel mirino del Pd, il meccanismo della perequazione e compensazione, un po’ la colonna principale del documento targato Lega-Forza Italia. Si tratta del modo in cui il Comune dovrebbe finanziare il Piano dei servizi. E consiste nel fatto che operatori e cittadini che vogliano mettere mano ad una trasformazione edilizia, devono acquisire da una “banca” diritti edificatori che consentirebbero di finanziare le opere pubbliche. Un meccanismo pesante per privati o famiglie che debbano realizzare piccoli interventi. “Con la crisi edilizia che c’è, è un meccanismo che rischia di non portarci da nessuna parte, con le opere pubbliche che resteranno al palo”, sottolinea Paris.

La perequazione, così come concepita a Varese dall’assessore all’Urbanistica Binelli, va subito cancellata. “Al suo posto – dice il consigliere Andrea Civati, che aveva presentato un emendamento in Aula in tal senso (bocciato dalla maggioranza) – deve subentrare un meccanismo che riesca a graduare i costi a seconda della grandezza dell’intervento, del loro impatto”.

Altro punto di forte frizione tra Pd e maggioranza la questione degli edifici storici, cioè quegli edifici – sono circa 4 mila – realizzati entro il 1953. In caso di cambiamenti, dice il Pd, il privato deve farsi carico di una pesante procedura, costosa e farraginosa: no, al Pd non va proprio giù. Fotografie, un faldone di documenti, specialisti ed esperti da chiamare in causa. “Un procedimento vessatorio – tuona Paris -, che con una simulazione sui costi, si potrebbe aggirare su un costo complessivo di un milione e 800 mila euro. Ci potrebbero essere anche dei profili di lesione di diritti costituzionali, quelli riconosciuti dagli articoli 23 e 42″. Come accade in altri luoghi, deve essere il Comune a farsi carico di questa procedura così gravosa.

E, ancora, la Caserma Garibaldi, uno dei temi su cui il Pd si è mobilitato con forza. “Nessun teatro in Caserma – interviene Andrea Civati -. Un teatro potrà essere costruito, sull’area dell’attuale Apollonio, in una fase successiva”. Al momento, con i 15 milioni di euro promessi dal Pirellone, il Pd intende realizzare dentro la Caserma, che va demolita mantenendo il fronte su via Magenta, un vero e proprio “Polo della Cultura”: la biblioteca comunale, l’Archivio comunale, una moderna Aula studi, spazi per le associazioni, un ostello universitario. Ma il teatro no. Un progetto che deve essere inserito in una riqualificazione complessiva della piazza.

Tra le osservazioni, anche no al consumo di suolo, no a nuovi iper e super centri commerciali, nessun parcheggio nei parchi e alla prima Cappella del Sacro Monte,  sì a spazi per incubatori di imprese, Polo scolastico nell’area Stazioni, parco pubblico attrezzato nell’area dell’ex Macello Civico di Belforte, diversi interventi migliorativi nei quartieri con un no secco al Luna Park in Valle Olona.

 

 

 

 

 

 

 

20 marzo 2014
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