Varese

Varese, Dossena (Ordine Giornalisti): formazione continua, opportunità positiva

L'intervento di Dossena alla Sala Montanari di Varese. A destra, il consigliere Leone

L’intervento di Dossena alla Sala Montanari di Varese. A destra, il consigliere Leone

Cambia l’informazione, un mutamento tumultuoso, che spesso corre rispetto a regole che camminano lente. Il cambiamento non riguarda soltanto i giornalisti, ma anche l’opinione pubblica, che deve affrontare un universo di news ampio e differenziato, spesso senza strumenti che le consentano di orientarsi. Una condizione inedita che interroga soprattutto gli operatori dell’informazione e li porta a confrontarsi con la necessità di gestire i cambiamenti con strumenti adeguati.

Temi che sono stati al centro dell’incontro tenuto, nel pomeriggio, presso la Sala Montanari di Varese, dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena, accompagnato dal consigliere nazionale, Andrea Leone, e dal giornalista Paolo Pozzi, coordinatore della rivista dell’Ordine Tabloid. Un incontro che si colloca in un tour nelle province lombarde, con l’obiettivo di illustrare le novità della Riforma dell’Ordine (la Legge n. 137 del 7 agosto 2012), in particolare i corsi di formazione obbligatori e i nuovi Consigli di disciplina territoriali. Un interessante momento di discussione, che tuttavia ha visto una scarsa partecipazione da parte dei giornalisti varesini.

Dossena ha dapprima fotografato lo stato dell’arte, parlando di una “giungla dell’on line, fatta di siti Internet, blog, spesso caratterizzati da una qualità molto approssimativa”. Ma nello stesso tempo c’è anche chi svolge la professione con maggiore qualità, un fatto che “consente alla professione di avere un futuro”. In questa situazione differenziata al suo interno, cade la riforma dell’Ordine, che tra le novità comprende anche la formazione obbligatoria: “un obbligo – ha detto Dossena – che deve essere considerato come un’opportunità, un’occasione per migliorare le proprie conoscenze e per restare aggiornati”. Il giornalista iscritto all’Ordine dovrà collezionare 20 crediti all’anno e questo per tre anni (dunque 60 complessivi in tre anni), considerato che un’ora di formazione porta al giornalista due crediti.

Un obbligo che comporta diversi problemi organizzativi, al punto che Dossena ha sottolineato come gran parte delle proposte formative si concretizzeranno a giugno. Un peso significativo, ha continuato il presidente dell’Ordine, sarà rappresentato da corsi relativi alla deontologia, alle regole del gioco, che saranno offerti ai giornalisti gratuitamente. Ma la formazione riguarderà anche settori più specifici, competenze più precise.

Per quanto riguarda la seconda novità, i Consigli disciplinari territoriali, dei piccoli tribunali a cui sono sottoposte liti, divergenze, denunce che riguardano la professione. Il ruolo era finora erano a carico direttamente dell’Ordine, mentre oggi sono di competenza di questi Consigli, composti da 9 membri, metà giornalisti professionisti e metà avvocati con tessera da pubblicisti.  ”Organismi che alleggeriscono l’attività dell’Ordine”, ha sottolineato Dossena. Il quale ha concluso auspicando “una riforma strutturale della professione attraverso un confronto con il governo”.

 

 

 

 

20 marzo 2014
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