Varese

Varese, dopo 11 anni cala il sipario sui Venerdì di Bruno Belli

Bruno Belli

Bruno Belli

Dopo 11 anni di attività, sui “Venerdì di Bruno Belli” cala il sipario. Con l’incontro in programma venerdì 21 marzo, dedicato a Guido Gozzano, ed il successivo incontro, di venerdì 28 marzo, che ospiterà Mariella Giacomelli Guidi per parlare de “Il pittore di Monterosso”, figura di un bohemienne contemporaneo, si chiude la serie degli incontri che Belli ha animato presso il Bar Zamberletti.

Come sottolinea Belli, “è una scelta maturata con il tempo, negli ultimi mesi. I tempi sono cambiati e si devono fare i conti con il trascorrere degli anni e degli “umori” del pubblico. La caratteristica di queste conversazioni, atta ad un’interazione diretta tra pubblico e relatore, aprendo anche a dibattiti sulla società contemporanea, gli approfondimenti che mi piace chiamare “socio culturali” spero che non siano stati vani, ma necessitano di un termine, per non diventare, dopo essere stati propositivi, soltanto stucchevoli”.

“Ora è tempo – continua Belli – che altri propongano in città qualcosa di nuovo. Quel che ho potuto, ho dato: non e molto; anzi è poco più che nulla, ma ho cercato di impegnarmi in questa attività con le migliori intenzioni, ricorrendo anche ad una buona dose di forza d’animo. Se terminano, però, “I Venerdì”, non cessa la mia attività giornalistica e di ricerca. C’è un tempo per tutto: ed ora è giunto proprio il momento di tirare il sipario degli appuntamenti settimanali”.

Conclude Belli: “Altri sapranno fare diversamente, senza dubbio, molto meglio di me e mi auguro che potranno contare sulla fiducia anche delle istituzioni che io, negli ultimi anni, ho trovato in pratica inesistente. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato ai più di 380 appuntamenti in questi 11 anni: pubblico e relatori, amici, sostenitori, alcuni colleghi giornalisti (pochi, invero, ma tant’è) e coloro che mi hanno sempre dato fiducia ed, all’occorrenza, la classica “pacca sulla spalla”. In particolare, la mia gratitudine andrà sempre ad Angela Zamberletti, senza la disponibilità della quale, nulla avrei potuto intraprendere. Grazie a tutti”.

20 marzo 2014
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25 commenti a “Varese, dopo 11 anni cala il sipario sui Venerdì di Bruno Belli

  1. Giovanni Zappalà il 21 marzo 2014, ore 11:24

    Carissimo amico, pubblicamente ti esprimo il mio rammarico per la decisione che mi hai comunicato. Sicuramente perderemo un punto di riferimento per venerdì culturali. Comprendo che l’impegno che hai amorevolmente svolto deve essere stato alquanto faticoso. Ti comprendo. La nostra città perde, come spesso accade, sta accadendo, è accaduto, un altro simbolo che rimarrà comunque negli annali dei ricordi. Diffondere la cultura è il compito meno gratificante che si possa intraprendere, nonché uno dei più impegnativi. Ti auguro i migliori successi per l’attività letteraria che non hai mai abbandonato con la speranza di presto leggerti in una tua opera che spero prossima.
    Non una “pacca sulla spalla”, ma un sentito, riconoscente abbraccio: Giovanni.

  2. Patrizia il 21 marzo 2014, ore 13:27

    Che pensare? Mah!!!

  3. Emiliano il 21 marzo 2014, ore 14:02

    Mi dispiace molto, pur non essendo mai potuto – per motivi lavorativi – essere assiduo frequentatore del “Caffè della cultura” prima e dei “Venerdì” poi, che l’amico Bruno lasci così… e sono certo che la sua decisione sia senz’altro dolorosa e ponderata, oltrechè “realista” come egli stesso ammette.
    Forse era davvero il momento di voltare per pagina, come lui dice? Non spetta certo a me dire se sia giusto o sbagliato farlo, di certo è che Varese perde, spero solo per ora, uno dei suoi pezzi forti a livello culturale.

    E non c’è molto da vantarsene, francamente.

  4. Claudia il 21 marzo 2014, ore 20:07

    Purtroppo, questa non è per nulla una buona notizia.
    Con la chiusura degli incontri di Belli, dove si era liberi di potere esprimere ciascuno la propria opinione indipendentemente dal credo politico, religioso eccetera, succede che un’altra voce indipendente e forte tace, così aumenta il silenzio, non solo culturale, in questa città, dove la gente e chi ci dovrebbe amministrare sono sempre più lontani fra di loro.

  5. Emiliano il 21 marzo 2014, ore 21:24

    Claudia dice una cosa giustissima, cioè che “… si era liberi di potere esprimere ciascuno la propria opinione indipendentemente dal credo politico, religioso eccetera…”

    E forse proprio per questo l’addio (ma spero si tratti di un arrivederci) di Bruno Belli è ancor più doloroso… la cultura e la conoscenza sono patrimonio comune, e non meritano di finire sotto alcun vessillo politico, poichè essa (la politica) è capace solo di strumentalizzarla a proprio favore, dandole indirizzi spessissimo falsati ed edulcorati.
    Non erano, insomma, i “venerdì”, un ritrovo tra persone che pensavano e dicevano le stesse cose, come in un coro privo di personalità e compiaciuto del proprio “credo”, ma un luogo in cui ognuno era – appunto – libero di pensare ed esprimersi personalmente.

    Una sconfitta per la cultura… una vittoria per la politica e la pessima globalizzazione? Ahimè, forse sì.

  6. Rita Girola il 21 marzo 2014, ore 21:37

    Condivido in toto il rammarico espresso nei precedenti commenti. La scelta di Belli è sicuramente frutto di una lunga riflessione ed è anche segno di serietà professionale, onestà intellettuale e non comune coerenza. Di tutto cuore auguro all’amico Bruno ogni gratificazione dal punto di vista personale e professionale, nella speranza che gli si presenti presto un’occasione opportuna per tornare ad animare e stimolare il dibattito culturale a Varese

  7. Marco M. il 22 marzo 2014, ore 13:10

    Una notizia che è un piccolo terremoto, a mio parere, nel settore culturale della città, già così difficile.
    Non è mai un buon segno quando si toglie uno dei muri portanti di un edificio…
    Ho accolto la notizia, ieri, come un fulmine a ciel sereno.

  8. R. Gervasini il 22 marzo 2014, ore 13:39

    Bruno Belli ha prodotto molto in questi anni ed è stato sfruttato anche molto. Libero da vincoli di parrocchia politica ha spaziato in ogni dove sul piano culturale e la libertà alla fine costa. La si paga in termini di collaborazioni ed aiuto da parte del misero ” PODERE” locale. Ha prodotto cultura da solo piu’ di qualche asfittica associazione che pur gode dell’amicizia e vicinanza di chi tiene la borsa. Spero che Belli s’ inventi qualche formula nuova o meglio, che qualcuno faccia in modo che questo piccolo gioiello non vada perso. Intanto che qualcuno, dopo i pianti, gli dica almeno grazie, o no? Grazie. Roberto Gervasini

  9. Valentina M. il 23 marzo 2014, ore 11:31

    Tra i post che leggo, non posso che condividere. Però, a ben vedere, credo che il “post” di Roberto Gervasini vada integrato. D’accordo il silenzio delle politica culturale varesina e, in primis, dell’Assessore alla Cultura, Longhini, ma, nonostante le numerose collaborazioni che Belli ha portato avanti, serve mettere il luce che qui non si vede una sola parola spesa anche da parte dei tanti “operatori culturali” dei singoli orticelli…

  10. Giovanni Zappalà il 23 marzo 2014, ore 17:17

    Ed è appunto ciò che mi lascia amareggiato, alquanto.

  11. Emiliano il 23 marzo 2014, ore 17:55

    Ottima la chiusura di Valentina: “… serve mettere in luce che qui non si vede una sola parola spesa anche da parte dei tanti “operatori culturali” dei singoli orticelli…”

    A conferma, che quasi sempre ogni “orticello” culturale non è altro che una – mica tanto “libera” – appendice strumentale ad uso e consumo della politica.

    Amen.

  12. Lucia il 24 marzo 2014, ore 17:20

    Sono stata tra i primi a seguire l’impegno culturale di Bruno Belli in città, nel gennaio del 2003.
    Quando fondò, con un gruppo di altri 6, “Il caffè della cultura”, molti guardarono al fatto come al consueto rumore che, in breve, sarebbe finito nel nulla. Invece, grazie anche alla fiducia che gli diede l’allora assessore alla cultura, il compianto Musajo Somma, l’attività prese in fretta piede, con alcune proposte che, in città, sono ancora visibili a tutti.
    Fu Belli che, nel settembre dello stesso anno, riuscì a far apporre la targa turistica in P.zza Giovine Italia – quella che ora si vuole rendere solo pedonale – che indica dove si trovava il Vecchio Teatro Sociale, componendone Lui stesso il testo (sì, quello che leggete è scritto da Belli che “trovò” la data dell’inaugurazione del teatro, mai indicata prima), fu lo stesso Belli che fece correggere l’errore nella targa stradale di Via Cimarosa e che, nel 2005, donò, per tramite di Mariano Salerno, al Liceo Musicale cittadino, il ritratto allegorico di Giuseppina Grassini, una delle cantanti più celebri tra Sette ed Ottocento, nata a Varese, in quel de Sacro Monte.
    Poi, i numerosi appuntamenti, ecc, ecc, la disponibilità alle collaborazioni, l’avere ospitato amministratori cittadini di diversa ascendenza politica – senza che Lui esprimesse la propria, anche se, dai discorsi e, poi, da sue ammissioni, la formazione è ben chiara.
    E come non ricordare i sei premi dati dalla Sua associazione, premi ben accetti e segno di prestigio, ricevuto anche dal Sindaco Attilio Fontana? Tra i premiati, ora ricordo sono altri tre: il direttore del Teatro, Filippo de Sanctis, con il quale Belli collaborò parecchio, il dottor Roberto Ferrario ed il mitico professor Ogliari che amava molto il Belli, per la serietà.
    Da ultimo, per non essere retorico, è riuscito anche ad offrire appuntamenti con musica dal vivo, ospitando alcuni musicisti e, per ben 2 volte, intere piéces teatrali.
    Non gli ho detto che avrei scritto questo a Varesereport, perché, conoscendolo, non avrebbe voluto, anche perché è persona di molta più reale modestia di quanto non si creda.
    Ma ho ritenuto che sia giusto ricordare almeno una parte dei suoi meriti in quello che ha offerto alla città – ovvio che le “code di paglia” tacciano.

  13. Marco il 25 marzo 2014, ore 11:05

    Come uttti, anche Belli ha fatto un errore “pubblico”: l’avere premiato il sindaco Fontana!!!

  14. Marco il 27 marzo 2014, ore 17:43

    Ed allora, domani pomeriggio, tutti da Belli a salutarlo, magari cercando di convincerlo a non lasciarci “definitivamente”!

  15. Mariella il 28 marzo 2014, ore 20:37

    Abbiamo appreso con piacere, oggi, da Bruno Belli, che “I Venerdì” sono terminati, ma non la sua attività, che, prossimamente, si mostrerà diversa, anche se sempre in campo socio culturale. E, dalle attestazioni che ha ricevuto oggi da parte dei numerosi presenti, ci auguriamo che possa essere quanto prima.
    Grazie ancora, dottor Belli, per l’impronta che ha lasciato!!!

  16. Enzo Bernasconi il 4 aprile 2014, ore 19:00

    Le confermo quanto avevo scritto a Lei personalmente il 21 marzo, tutto ha una fine, l’importante è voltare pagina senza rimpianti. AUGURI

  17. Bruno Belli il 8 aprile 2014, ore 16:32

    Caro Bernasconi, La ringrazio. La pagina è già voltata: sto lavorando su altro e per altro.
    Come affermavo, altri faranno di meglio, senza dubbio.
    D’altra parte, vedo proprio su Varesereport, leggendo i commenti, ora c’è chi sta sognando una Varese in rosa, perché, secondo costoro, a prescindere, le donne fanno le cose meglio. E forse anche a ragione. Soprattutto quando, dietro le quinte, sovente starnazzano tra di loro ognuna proponendo una presunta “superiorità”.
    Piace, infatti, sentirsi sotto i riflettori.
    “Purché se ne parli…” diceva quel grande…
    Forse è questa la “cultura”.

  18. ombretta diaferia il 9 aprile 2014, ore 17:00

    l’ultima considerazione non l’apprezzo. sebbene condivida che lo starnazzare confonda…
    soprattutto voi ometti, che alimentate questa cultura!

    forse è per questo che mi affatico a portare la cultura della “responsabilità” anche nella sapida Varese, ponendo sotto i riflettori artisti ed autori e mantenendomi rigorosamente nell’ombra…

    buona fortuna per qualsiasi scelta di vita fatta
    (tanto son sicura che lei non si va a sprecar tra i politicanti)

    se il direttore lo consente regalo come augurio a lei ed ai suoi lettori le parole che Lello Voce ha pronunciato davanti ad un meraviglioso e foltissimo pubblico il 21 marzo, per annunciare Marc Kelly Smith, lo slampapi che tuona “the slam is not about making star”…

    son solo cinque minuti, ma senza mezze parole http://www.youtube.com/watch?v=xoP3XfIRgyM

  19. Bruno Belli il 10 aprile 2014, ore 11:28

    Un poco di sana “vis polemica”, suvvia, Ombretta, almeno quella permettimela ancora, ed apprezzala, e fatta senza malizia!!!

  20. ombretta diaferia il 14 aprile 2014, ore 17:04

    la vis polemica necesse a noi che di cultura periamo, caro Belli, ma non ci piace essere neppur lontanamente associate a quelle starnazzanti che parlan ed usan cultura come “scusa”…

    con i dovuti distinguo, avrei apprezzato la considerazione, ma non li ho letti neppur tra le righe…

    la malizia con le oche è pericolosa. non siam nel campidoglio e non san distinguerne neppure il senso! (oltre ad offender anche animali fieri!)

  21. Bruno Belli il 14 aprile 2014, ore 18:04

    Ma scusa, cara Ombretta, perché ti sei sentita chiamata in causa.
    Io non ho fatto nomi…E tu sei intelligente…

  22. annina il 14 aprile 2014, ore 19:40

    “sovente starnazzano tra di loro ognuna proponendo una presunta “superiorità”.. se riferito al sesso femminile, al genere femminino ed al ruolo delle donne : è davvero un’affermazione infelice! La “prima donna” (ahimè si dice così e bisognerebbe discuterne) non sempre vuol esserlo chi ha una configurazione genetica XX o pensa e vive secondo la sua personalità. Spero di leggere delle precisazioni al proposito…. diversamente… non ci saranno considerazioni di segno contrario ed uguale “bruttezza”… Non serve.

  23. Marco il 15 aprile 2014, ore 13:19

    Belli è un grande polemista ed uno che sa suscitare il dibattito senza imporre a priori mai la propria idea.
    Chi ha frequentato i suoi appuntamenti lo sa e può attestarlo.
    Il resto è soltanto un mediocre chiacchiericcio creato a bella posta dai soliti “rosiconi”…

  24. Enrica il 5 maggio 2014, ore 18:15

    E’ un mese che sono terminati questi appuntamenti e, personalmente, ne sento la mancanza.
    Spero che il dottor Belli legga e che possa rispondere: ma è proprio certo di non offrirci più gli spunti interessanti che, con i suoi ospiti, proponeva?
    Grazie. Enrica.

  25. Bruno Belli il 6 maggio 2014, ore 16:32

    Gentile Enrica, La ringrazio per la stima.
    Qualcosa vorrei fare, ma sto attendendo di trovare anche le effettive possibilità, e, comunque, non più “I Venerdì” che sono un capitolo chiuso.
    Tra la sordità generale, soprattutto dell’amministrazione, sembra che ci sia qualcuno disposto ad elaborare qualcosa di concreto, ma sto attendendo.
    Del resto, parte della mia attività si è spostata al di fuori di Varese.
    Cordiali saluti.
    B.B.

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