Varese

Varese, la leader Spi-Cgil Carla Cantone: “siamo lo Spi, non la Fiom”

Carla Cantone interviene alle Ville Ponti di Varese

Carla Cantone interviene alle Ville Ponti di Varese

Si è conclusa con la rielezione del segretario generale Spi-Cgil della Lombardia, Stefano Landini, il congresso regionale che si è svolto alle Ville Ponti di Varese per due giorni con il titolo “La forza del nostro viaggio”. Due giornate di dibattito e di ampia partecipazione, con i delegati che hanno messo sul tavolo i problemi del pensionati italiani, ma anche tematiche più generali, soprattutto relative ai tagli che in questi anni hanno colpito senza tregua le politiche sociali, la sanità e l’assistenza. Non sono mancati neppure diversi interventi sulla Cgil, sulla democrazia interna, le polemiche e gli scontri.

Ma tra i momenti forti del congresso lombardo che si è tenuto nella città giardino certamente c’è stato l’intervento del segretario generale dello Spi-Cgil nazionale, Carla Cantone, che con parole semplici e le idee molto chiare ha un po’ tirato le somme del dibattito di questi due giorni intensi.

La Cantone va al microfono della sala accolta da un forte applauso. Di sè dice, con il sorriso sulle labbra, accattivante, che svolge “come secondo lavoro quello di star televisiva”. E in effetti è un’ospite molto gettonata da trasmissione e talk show per quella sua aria di persona semplice e con le idee chiare, lucida e ostinata. Nel corso del suo discorso spesso si rivolge al governo Renzi. “Gli ho espresso con un messaggio – dice la Cantone – tutta la mia preoccupazione per le notizie lette sui giornali. Lui mi ha risposto: tranquilla, tutte fesserie. Sarò tranquilla, rispondo, ma non sono serena”, dichiara mentre i delegati sorridono. “Al governo chiediamo rispetto e uguaglianza: chi ha lavorato una vita – sottolinea la Cantone – non può essere considerato un cittadino di serie B”. Il messaggio ai politici è diretto: “Non si possono usare i pensionati come un bancomat”.

Tra i punti importanti, su cui la segretaria generale nazionale si sofferma, il tema del lavoro. “La riforma Fornero va modificata: gli adulti devono poter andare in pensione e i giovani entrare nel mercato del lavoro”. C’è poi il nodo della povertà e della crisi: “Non ci sono nuovi poveri, ma una forma nuova di povertà”. Infine la sanità e l’assistenza, che spesso riguardano solo una fascia abbiente di popolazione: “Non è elegante parlare di questo in un congresso”, domanda provocatoria.

L’ultima parte dell’intervento, la Cantone lo riserva al sindacato, alla Cgil, ai suoi travagli interni. “Siamo il pilastro della Cgil”, dice la Cantone. E alza il tono della voce quando entra in polemica con l’ex leader Fiom Giorgio Cremaschi. “Le nostre critiche alla Cgil sono sempre costruttive, mai provocatorie e mai ‘a prescindere’”. Poi l’affondo: “Noi siamo lo Spi, non la Fiom”. Il rapporto con Susanna Camusso è saldo, dalla Cantone arriva, alle Ville Ponti, un indubitabile “noi saremo con la Camusso”.

Ma ciò che, al di là di tutte le affermazioni sui contenuti, viene particolarmente apprezzato al congresso Spi-Cgil Lombardia del discorso della Cantone è senza dubbio il riferimento alla sindaca di Cardano al Campo, Laura Prati. La paragona ad un’altra figura, Giovanna Marturano, partigiana, antifascista e comunista italiana, nonché esponente di rilievo del movimento femminista scomparsa l’estate scorsa. La Prati è, per la Cantone, “una partigiana del 2013″. Un riferimento che corre veloce alla memoria, ma che non si esaurisce in essa. Con un pizzico di ironia la ledaer dello Spi-Cgil conclude: “Dobbiamo guardare avanti sennò possiamo tamponare. Ma anche è necessario guardare lo specchietto retrovisore perchè altrimenti rischiamo un doppio tamponamento”.

 

 

 

 

18 marzo 2014
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