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Il primo anno del leghista Maroni al Pirellone. “Lombardia, siamo i migliori”

Il presidente Maroni

Il presidente Maroni

Meno tasse per i Lombardi, nonostante il momento economico sfavorevole, i tagli di Roma e le poche competenze della Regione in materia fiscale. Questo l’obiettivo raggiunto dalla Giunta Maroni nel primo anno di mandato. Oggi, nel giorno dell’anniversario della proclamazione (17 marzo 2013), il presidente ha presentato un bilancio dei primi 360 giorni di lavoro. Maroni ha dedicato il primo capitolo della sua relazione alla diminuzione della pressione fiscale.

“Nonostante i tagli di Roma e nonostante la Regione abbia possibilità limitate di intervento in materia fiscale, abbiamo voluto dare un segnale significativo, riducendo le tasse. Abbiamo investito 30 milioni di euro per abolire l’Irap ai giovani imprenditori che avviano una ‘Start-up’ innovativa. Inoltre, abbiamo approvato in Giunta, e ora è in discussione in Consiglio regionale, una proposta per l’istituzione di Zone economiche speciali”.

Sempre in materia di riduzione dei costi per i cittadini Maroni ha ricordato l’abolizione del bollo auto: “Chi cambia una macchina inquinante con una più ecologica, non lo pagherà per i prossimi tre anni – ha detto -. È solo l’inizio di una politica di abolizione del bollo, che  intendiamo proseguire e per la quale stiamo studiando nuove iniziative”.  ”Un’azione importante – ha proseguito -, perché riguarda l’ambiente e si lega al nostro Piano aria: 91 interventi e 2 miliardi di euro fino al 2020 per investimenti antismog”. Infine l’importante taglio ai ticket sanitari: 54 milioni investiti per allargare la fascia di esenzione dei ticket, grazie ai quali 800.000 Lombardi adesso non li pagano più”. In materia sanitaria il presidente ha ricordato anche le  somme stanziate (650 milioni) “per i nuovi ospedali e per l’ammodernamento di quelli esistenti, ai quali si aggiunge il grande progetto della ‘Città della salute e della ricerca’ di Sesto San Giovanni, la cui realizzazione – ha concluso – sta procedendo secondo i tempi previsti”.ù

“La crisi economica ci impone di intervenire a sostegno dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, a sostegno dei giovani che il lavoro non lo trovano e delle imprese in difficoltà. Il sostegno alle imprese e al lavoro sono una delle priorità dell’azione del Governo della Regione Lombardia, perché questa è la vocazione della Lombardia, l’attività imprenditoriale, artigianale e commerciale. La Lombardia è la locomotiva d’Italia e non solo. E sono molto soddisfatto per quello che abbiamo fatto finora e dei 5 miliardi che in questi primo anno abbiamo stanziato a sostegno del mondo  produttivo e dei lavoratori”.

“In questo primo anno - ha rimarcato il presidente Maroni – abbiamo messo a disposizione quasi 5 miliardi di euro, ripartiti in 2 miliardi per il consolidamento e la riorganizzazione del sistema lombardo delle garanzie, 20 milioni per la legge per la libertà d’impresa, 700 milioni per l’inserimento, la riqualificazione e la ricollocazione lavoratori, 150 per i cluster tecnologici che sono un’altra delle eccellenze lombarde, 500 milioni per l’accesso al credito, 80 milioni per gli Accordi di programma con il sistema camerale e, infine, un miliardo di euro per ’CreditoInCassa’, per pagare i debiti che i Comuni lombardi hanno nei confronti delle imprese, e 350 per ‘CreditoAdesso’, per facilitare il finanziamento alle imprese in una fase di stretta creditizia. La vocazione della Lombardia è imprenditoriale, noi siamo la locomotiva d’Italia e il sostegno alle imprese è e continuerà a essere uno dei punti di riferimento della nostra azione di governo”.

“Confrontando la situazione della Lombardia in tutti i settori – ha quindi fatto notare Maroni – con quella delle altre Regioni, risulta che noi siamo la Regione che ha le migliori performance in tutto e, visto che oggi si sta pensando di modificare il sistema costituzionale, siamo convinti che il modello della Regione Lombardia possa essere preso come modello di riferimento per ridurre la spesa pubblica. Perché, se tutte le Regioni italiane riuscissero a fare quello che fa la Lombardia in termini di spesa sanitaria, di spesa pro capite, di organizzazione, di numero di dipendenti, si risparmierebbero ogni anno in Italia oltre 20 milioni di euro, altro che la spending review di Cottarelli”.

Maroni si è soffermato sulla promessa di arrivare entro la legislatura a trattenere sul territorio il 75 per cento delle tasse prodotte in Lombardia. “La nostra – ha chiarito Maroni – è una richiesta legittima e sacrosanta, per superare una situazione che oggi è insostenibile; abbiamo un residuo fiscale, ovvero la differenza di quanto noi paghiamo in tasse allo Stato e di quanto ne riceviamo indietro, di 57 miliardi l’anno e pensate che abbiamo un Bilancio regionale di 23 miliardi. Per questo mi auguro che il Governo e il Parlamento, nell’opera di revisione costituzionale complessiva, tengano conto anche di questa richiesta, che è della Lombardia ma anche del Veneto e di tutte le altre Regioni del Nord. Abbiamo di fronte un modello istituzionale a cui far riferimento, che è lo Statuto della Regione Sicilia, dove rimane il 100 per cento delle tasse pagate, mentre qui ne resta il 66 per cento”.

17 marzo 2014
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