Varese

Varese, il concerto dedicato alle “Giardiniere” celebra il valore della libertà

Applauditissimi i coristi e gli strumentisti del Liceo Musicale Statale Manzoni di Varese, diretti dal maestro Paolo Tron

Applauditissimi i coristi e gli strumentisti del Liceo Musicale Statale Manzoni di Varese, diretti dal maestro Paolo Tron

Donne protragoniste del nostro Risorgimento, un capitolo spesso dimenticato e poco conosciuto. A rinverdire la memoria, nella ricorrenza dell’Unità d’Italia, ci ha pensato un ricco cartello di associazioni che, sul palco della Sala Montanari, ha offerto nel pomeriggio un concerto teatrale (questa, forse, è l’espressione più appropriata) dal titolo “Le Giardiniere: patriote e musiciste nel Risorgimento d’Italia”, un evento a cura dell’Associazione Musicale Kairòs, e realizzato grazie all’impegno dell’Associazione Varese per l’Italia – 26 maggio 1859, insieme all’Associazione Amici della Lirica, Associazione Nord-Sud, Associazione Floreat, Circolo degli Artisti di Varese, Società Cooperativa di Biumo Inferiore e Belforte, Coop Lombardia, Società Cooperativa Progresso Sociale, Società Cooperativa Valle Olona, Socrem.

Come ci accade di fare ogni volta che si svolgono iniziative come questa, prima ricordiamo che, ancora una volta, occorre essere grati all’Associazione Varese per l’Italia, presieduta da Luigi Barion, la realtà che, anche in passato, è riuscita a far celebrare grandi momenti legati all’unità d’Italia nonostante la cultura padana e lumbard spesso prevalente a livello politico. Un impegno che continua tuttora, ma che affonda le sue radici in quei momenti difficili per la città giardino, che oggi appaiono superati ma che non si devono dimenticare.

L’evento di oggi è stato intitolato alle “Giardiniere”, donne che, all’ombra della Carboneria, si impegnavano per diffondere i valori di democrazia e libertà all’epoca della dominazione austriaca. Una rete, si potrebbe dire oggi, che come ha sottolineato sul palco della Montanari la salonnière Sonia Grandis, comprendeva nelle sue file molte donne amanti dell’arte e della cultura: la grande Giuditta Pasta, Matilde Juva Branca, Cristina Belgiojoso, Elisa Beltrami Barozzi, grandi donne che sono state evocate dalle melodie immortali di Donizetti, Bellini, Verdi, grazie alle voci delle soprano Cristina Rubin e Patrizia Zanardi.

Ma il numeroso pubblico si è entusiasmato (e anche commosso) alla salita sul palco di un complesso di ragazzi e ragazze che fanno parte del coro e degli strumentisti, diretti dal maestro Paolo Tron, del Liceo Musicale Statale Manzoni di Varese. In una sala piena di varesini, e con tanti tricolori (anche uno con simbolo sabaudo) sono risuonate le note dell’Inno di Mameli, nella versione completa, proposta dagli studenti del Manzoni e seguita da una fortissimo applauso. L’inno è stato seguito da una melodia immortale del giovane Verdi, “O Signore dal tetto natio” tratta da I Lombardi alla Prima Crociata.

Un grande concerto, che ha ottenuto l’attenzione e la partecipazione che meritava. Grande il merito conseguito: le nostre radici sono salde perchè uomini e donne d’arte e cultura si sono mobilitati per la libertà. Ma non sono eterne e, dunque, non bisogna mai abbassare la guardia. Neppure qui a Varese.

 

 

 

 

 

16 marzo 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi