Varese

Varese, l’ambulatorio per migranti compie 5 anni. Una realtà esemplare

stranieriCelebra il suo quinto compleanno una realtà che si è sviluppata in questi anni presso la sede delle Acli di Varese: l’Ambulatorio per migranti e senza fissa dimora. Un progetto di assistenza sanitaria per persone non iscritte al Servizio Sanitario Nazionale che sarà al centro di un convegno in programma presso le Acli sabato 22 marzo alle ore 15, iniziativa sostenuta da Acli, Associazione VO.C.E., Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, I Colori del Mondo onlus, Ipsia.

Come spiega il vicepresidente vicario delle Acli di Varese, Ruffino Selmi, “si tratta di una iniziativa che punta ad aiutare i più deboli tra i più deboli, quei soggetti che sono caratterizzati dalla solitudine e l’abbandono sul fronte dell’assistenza sanitaria”. L’ambulatorio “Sanità di frontiera” è partito grazie all’impegno di diverse associazioni, poi ha camminato grazie alla formazione di un nucleo di volontari, una decina, tra cui alcuni medici, che hanno dato continuità al progetto. “Cinque anni segnano un cammino – continua Selmi -, decisamente controcorrente quando è sorto, un momento in cui si chiedeva ai medici di denunciare i clandestini”.

Interviene anche Filippo Bianchetti, medico di famiglia, tra i più convinti protagonisti dell’esperienza dell’ambulatorio: “Al nostro ambulatorio si rivolgono 75 persone ogni anno – sostiene Bianchetti -. Sono per la grande maggioranza giovani e hanno bisogno di assistenza per varie ragioni. Non per malattie infettive, che risulta anzi una delle voci più ridotta”.

 

15 marzo 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi