Politica

Passa l’Italicum alla Camera. Ora la prova del fuoco al Senato

camera_deputatiLa Camera ha dato il via libera all’Italicum, la prima importante riforma del governo di Matteo Renzi. Una legge elettorale che ha ricevuto 365 sì, 156 no e 40 astenuti. Un ok giunto dopo scelte della Camera piuttosto sconcertanti: come un rullo compressore, la nuova legge ha eliminato parità di genere, ha ammesso candidature plurime, ha detto no alle preferenze degli elettori. Una serie di passaggi che hanno consentito al governo di portare a casa il primo frutto dell’accordo tra Renzi e Berlusconi. L’ex premier Enrico Letta e Pippo Civati tra i 13 assenti ingiustificati dem che non hanno votato per la riforma elettorale.

Nel testo licenziato in prima lettura, la nuova legge per l’elezione dei deputati prevede un premio di governabilità del 15% al partito o alla coalizione che otterrà il 37% dei consensi.  Sì agli sbarramenti nazionali del 12% per le coalizioni, del 4,5% per i singoli partiti che le costituiscono e dell’8% per i partiti che scelgono di presentarsi da soli. Le liste saranno bloccate e composte da tre a sei candidati. Un singolo candidato potrà inoltre presentarsi fino a un massimo di otto collegi tra i 120 in cui l’italia sarà suddivisa dal governo secondo una delega prevista dalla legge stessa.

Ora la riforma della legge elettorale approderà al Senato, dove il patto Renzi-Berlusconi dovrà confrontarsi con emendamenti, e tra questi spunterà nuovamente la parità di genere che ha tenuto banco per alcuni giorni alla Camera. 

Nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri, Renzi ha detto che questa legge elettorale è una “rivoluzione impressionante per l’Italia. Con questa legge c’è un cambio culturale, c’è un vincitore: mai più larghe intese”.

12 marzo 2014
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