Cairate

Cairate, spettacolo contro la violenza alle donne. Nel nome della Fallaci

Oriana Fallaci

Oriana Fallaci

La Pro Loco di Cairate, in collaborazione con Amici della Tavolozza e con il patrocinio Comune di Cairate e della Provincia di Varese, organizzano in data domenica 16 marzo, dalle ore 15.30 alle ore 17.30, presso il Monastero di Santa Maria Assunta Cairate, un grande allestimento di scarpe rosse, simbolo di vite spezzate e di passi interrotti ispirato al progetto dell’artista messicana Elina Chauvet che verrà aperto eccezionalmente per ospitare l’evento.

Nell’ambito del percorso della marcia silenziosa delle scarpe rosse, avrà luogo una performance itinerante d’arte ispirata alla sacralità del monastero “Donna Mirabile Mistero” promossa e curata dall’Associazione Culturale GirinArte con Arianna Cavallo (danza), Maurizio Corbella (musica ed effetti sonori), Clarissa Pari (teatro), la bravissima Lucina Scarpolini (canto), con la regia dell’ottima Luisa Oneto (che dirige la Scuola Teatro Musical Splendor del Vero). Service tecnico suono a cura di Fazio Armellini.

Una attrice, un musicista, una danzatrice e una vocalista uniti contro la violenza sulle donne. Tutti insieme, tutti sullo stesso spazio ambiente del chiostro del monastero, per agire un cambiamento possibile, per creare bellezza, per rompere il muro dell’indifferenza, per le donne. Gli organizzatori citano Oriana Fallaci: “Vi sono momenti nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

I dati statistici sulla violenza di genere sono eloquenti: il femminicidio chiama in causa direttamente la cultura, non solo la cultura contro la violenza, ma cultura per la bellezza, cultura non solo contro la violenza sulle donne, ma cultura per l’amore verso le donne e in genere, in ogni senso, cultura per i fondamentali diritti del rispetto e della civiltà.

Fare cultura contro l’indifferenza crediamo sia la priorità, perché se le statistiche, i servizi televisivi, gli articoli di giornale non sono sufficienti per farci aprire gli occhi, allora l’arte deve farci aprire il cuore.

Il teatro deve assumersi la responsabilità di fare cultura sul tema della violenza in genere, il compito di rompere il muro del silenzio e della indifferenza, quanto mai oggi celata dal perbenismo omertoso dei media della crisi e della depressione, il coraggio di coinvolgere i giovani nella voglia di un cambiamento possibile, avendo fiducia nell’arte e soprattutto nel teatro, come luogo di libertà, verità e trasformazione.

12 marzo 2014
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