Varese

Varese, neolaureati dell’Insubria, per loro il lavoro arriva prima

universitafacciata“Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali dell’Università dell’Insubria è pari al 61%: un valore nettamente superiore alla media nazionale del 41%”: a dirlo è il XVI Rapporto AlmaLaurea che annualmente restituisce una fotografia della condizione occupazionale dei laureati italiani, coinvolgendo a livello nazionale quasi 450mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al Consorzio. Il dato dell’Università degli Studi dell’Insubria risulta favorevole a fronte di una situazione nazionale definita “preoccupante”.

Il Rapporto AlmaLaurea è stato presentato oggi, 10 marzo 2014, all’Università di Bologna, nel corso del convegno: “Imprenditorialità e innovazione: il ruolo dei laureati”. Per l’Università degli Studi dell’Insubria hanno preso parte all’indagine complessivamente 2.068 laureati: 1.244 laureati triennali e 229 magistrali biennali usciti nel 2012 e intervistati nel 2013 e 273 laureati magistrali biennali usciti nel 2010, intervistati dopo tre anni.

A fronte di un tasso di occupazione dei neolaureati triennali pari al 61%, c’è un 30% di laureati che continua gli studi con la laurea magistrale (55% a livello nazionale). Il 20% è impegnato esclusivamente nella laurea magistrale, mentre, l’11% studia e lavora. Il lavoro stabile – contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo (lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.) – coinvolge, a un anno dalla laurea, 38 laureati occupati su cento di primo livello dell’Università dell’Insubria, la media nazionale è del 34,5%. Il guadagno del laureato Insubria è in media di 1.147 euro mensili netti: a livello nazionale è di 997 euro.

Anche il valore dei laureati magistrali Insubria occupati a un anno dalla conclusione degli studi, pari al 62%, è nettamente superiore alla media nazionale del 55%. Il 18% dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 13,5%).

A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 49 laureati occupati su cento dell’Università dell’Insubria, la media nazionale è del 35%. Il guadagno è di 1.172 euro mensili netti, contro i 1.038 euro del complesso dei laureati magistrali.

“Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neo-laureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano” – si legge nel Rapporto. I laureati biennali magistrali dell’Università dell’Insubria del 2010, intervistati a tre anni dal titolo, sono 273, con un tasso di risposta dell’84%. Il 78% è occupato, il dato nazionale è del 73%. Il 16% risulta ancora impegnato nella formazione (è il 10% a livello nazionale). Chi cerca lavoro è il 6% contro il 17% del complesso dei laureati. La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 61%; la media nazionale è del 55,5%. Le retribuzioni nominali arrivano, a tre anni, a 1.348 euro mensili netti (a livello nazionale il guadagno è di 1.197 euro).

Per tutti i dati consultare il sito www.almalaurea.it.

10 marzo 2014
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