Varese

Varese, Botti (Cgil): è crisi di sistema. Ma la ricchezza non nasce sotto i cavoli

Uno dei momenti conclusivi del congresso Cgil a Varese

Uno dei momenti conclusivi del congresso Cgil a Varese

Una lunghissima esperienza sindacale alle spalle, una presenza autorevole nella segreteria regionale, Giacinto Botti è intervenuto al congresso della Cgil di Varese alle Ville Ponti con una relazione ampia e molto seguita. Abbiamo intervistato il segretario regionale della Cgil per conoscere il suo punto di vista su una crisi che continua a mordere e non accenna, neppure nel Varesotto, a fare passi indietro.

La crisi continua ad allarmare la Cgil. Quali i motivi di maggiore preoccupazione?

In Lombardia sta aumentando la mobilità, il che significa che numerose aziende che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori, ora ricorrono ai licenziamenti. Una nuova fase, pericolosissima. Una brutta evoluzione di una crisi che dura da ormai sette anni.

A cosa si deve questa continua perdita di posti di lavoro?

Al fatto che si sia registrato un cambiamento del tessuto produttivo. Una riduzione delle fabbriche storiche, le multinazionali che lasciano il Paese, una politica che mostra di avere lasciato un grande vuoto. Una crisi di sistema, dunque, abbiamo davanti come grande sfida.

Cosa pensa dell’intenzione del nuovo ministro del Lavoro, Poletti, di superare gli ammortizzatori sociali?

Il neo-ministro dovrà fare i conti con la realtà. Abbiamo bisogno degli ammortizzatori sociali: senza esploderebbero grandi tensioni sociali. No, non è questa la ricetta giusta. Occorre invece che il governo sostenga le imprese, dia impulso alla ricerca, favorisca l’ingresso di capitali esteri: la ricchezza del Paese non nasce sotto i cavoli.

Come vede la situazione della crisi a Varese?

Paradossalmente Varese paga di più questa crisi proprio per una ragione di forza. Con la crisi che colpisce con forza il manifatturiero, laddove il manifatturiero è forte e sviluppato, a Varese, in Lombardia, la crisi si sente di più.

E come giudica l’iniziativa politica della giunta regionale Maroni rispetto a lavoro ed economia?

Tante chiacchiere, qualche accordo, come per la cassa integrazione in deroga. Ma si tratta soprattutto di accordi difensivi. Il problema è che il vero rilancio nasce dalla ripresa del sistema-Paese: l’idea localistica della macroregione, della Padania, è fuori dalla storia. Non si esce dalla crisi con queste prospettive riduttive.

Per quanto riguarda l’Europa, quale presidente della Commissione sostiene la Cgil?

La Cgil è una grande organizzazione, con una grande democrazia e un forte pluralismo interni. E’ finita l’epoca delle cinghie di trasmissione o dei partiti di riferimento. La Cgil difende la sua forte autonomia e può ospitare al suo interno posizioni diverse. E poi la maggior parte del gruppo dirigente non ha in tasca alcuna tessera. Dunque è un falso problema.

 

 

8 marzo 2014
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