Lettere

Moriremo socialdemocratici?

“Piè veloce” è riuscito nell’impresa che mai prima era stata possibile a un Segretario PD proveniente dalla sinistra. La cosa ci sta. Renzi viene dalla Margherita, si dice sia di cultura cattolica e democristiana, chi meglio di uno con un simile pedigree poteva portare il PD nel PSE? Si dirà che è stata una scelta obbligata per contare in Europa e che tutto era già scritto. Vero, ma solo in parte.

Si dirà che è stata una scelta strumentale e razionale. Vero anche questo. Si dirà che è, alla fine, un ritorno a casa ( di chi non c’era mai stato però) e per altri la realizzazione di una curiosità. Si dirà anche che la discussione non interessa più a nessuno ormai illanguidita. Vero.

Premesso questo, a me, tuttavia, sorgono due domande. E’ pensabile dare credito ad una scelta che cambia completamente la natura del PD mutandone l’originalità e la sua ambizione di voler cambiare la politica e l’Europa senza un dibattito nel partito? E, secondo, al di là di Fioroni che non è certamente esente da colpe visto anche come inadeguatamente ha rappresentato una storia, esisterà, a questo punto, una questione cattolica nel PD? Certamente una discussione capace di far riflettere gli iscritti si poteva e si doveva fare. E’ vero che se ne parla da quando si fondò il PD, ma è anche vero che il “partito nuovo” lo si voleva non in continuità, ma come una novità per affrontare le sfide del XXI secolo andando al di là di storie che si giudicavano esaurite e superate, quella socialista e quella cristiano democratica.

Tutto questo non è avvenuto, ma è il secondo quesito quello che più mi interessa. Personalmente non ho mai creduto alla corrente dei “popolari” all’interno del PD. Ho sempre pensato che, al di là della inadeguatezza di coloro che si ergevano a rappresentanti di una “storia”, la scelta di stare nel PD non poteva essere affrontata con uno strumento correntizio identitario capace solo di mantenere gli steccati e le differenze, buono per chiedere posti, ma non per una azione culturalmente più nobile. Dunque, accantonato questo capitolo, l’adesione del PD al PSE avvenuta senza nessuna contrattazione circa un nuovo progetto riformatore capace anche di aprire spazi in una ideologia e in una identità superate pone se non altro alcuni problemi.

Quale ruolo può giocare un cattolicesimo politico non più in grado di presentarsi autonomamente salvo lo sposare progetti identitari destinati a rappresentare una minorità conclamata oscillante tra difesa di valori non negoziabili e altri meno nobili interessi? Come riuscire, dopo questa scelta, ad ispirarsi in maniera concreta alla dottrina sociale della chiesa traducendola in azione politica?

A Bad Godesberg la SPD tedesca abiurò il marxismo e nel suo nuovo programma che sposava l’economia sociale di mercato e voleva parlare a cattolici e moderati scrisse tra l’altro “il socialismo democratico ha le proprie radici nell’etica cristiana…….”. Ora, questa nostra adesione, non assomiglia alla svolta del partito più antico della sinistra europea e, francamente, Renzi non mi pare il Delors protagonista cattolico di una altrettanto importante svolta a sinistra. Dunque, in questo nostro agitato mare politico si aggiungono altre domande che meritano veloci risposte convincenti. Pena un’altra non vittoria, questa volta alle elezioni per la nuova Europa.

Roberto Molinari Componente Direzione P.le PD Varese

8 marzo 2014
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