Varese

Varese, Cornacchione rapisce una ministra. E poi se ne innamora

Antonio Cornacchione, protagonista di "L'ho fatto per il mio Paese"

Antonio Cornacchione, protagonista di “L’ho fatto per il mio Paese”

Uno spettacolo divertente e leggero, in grado però di imprevedibili scarti sulla realtà sociale e politica del Paese. “L’ho fatto per il mio Paese” è la simpatica commedia che ieri sera è andata in scena al Teatro Apollonio di Varese, con due protagonisti di assoluta qualità: Antonio Cornacchione, il noto sostenitore di Berlusconi di “Povero Silvio”, e Lucia Vasini. Due attori comici che, nelle due ore della commedia di Francesco Freyrie, Andrea Zalone, Antonio Cornacchione, con la regia di Daniele Sala, mostrano tempi teatrali e un’abilità da promuovere a pieni voti. Un’ottima scelta del cartellone del teatro varesino.

Siamo in un appartamento dove la Vasini si sveglia su una barella, dolorante a gambe e braccia. Scopriamo dopo pochi minuti che interpreta una ministra del lavoro, una certa Burgi Campani, artefice di una riforma che, agli occhi del suo rapitore, impersonato da Cornacchione, ha creato problemi e cancellato posti di lavoro. Con un gesto che, ai suoi occhi, appare come un atto di riparazione di un inaccettabile “vulnus” sul piano dei diritti, l’ex infermiere Benny (in realtà si chiama Benedetto) si trova però a gestire un rapimento che finisce per sgretolare le certezze verso la ministra e lo porta ad avvertire quanto, pur nelle differenza di stato sociale, siano numerose le analogie tra la sua vita e quella della ministra.

Una commedia tutta giocata sul filo di un’ironia che non manca di produrre improvvisi riferimenti all’attualità, agganciando sentimenti anti-politici che il pubblico varesino sottolinea non di rado con applausi di consenso. Un rapporto tra rapitore e rapita che, pian piano, si sviluppa in un rapporto di amicizia e poi in un coinvolgimento sentimentale tra due cinquantenni provati dalla vita, ma con la voglia di andare avanti e di reinventarsi. Come rimarca la canzone di Pierangelo Bertoli “A muso duro” che, a tutto volume, chiude lo spettacolo.

7 marzo 2014
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