Varese

Varese, boom di imprese in rosa nella nostra provincia

images (57)Le donne varesine che lavorano sono 171mila e rappresentano il 46% del totale degli occupati, quota in tendenziale crescita. Il tasso di occupazione in rosa, ovvero la percentuale di donne operative rispetto alla popolazione femminile in età lavorativa, è cresciuto di 10 punti percentuali negli ultimi quindici anni (dal 49% nel 1999 al 59% nel 2013). Il gap con la popolazione maschile si è poi ridotto a 9,8 punti percentuali. Un livello di occupazione femminile tra i più alti della Lombardia, inferiore solo al dato della provincia di Monza e Brianza (61,8%) e dell’area milanese (61%).

Queste cifre – analizzate dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio e disponibili sul portale statistico www.osserva-varese.it – sono il frutto di una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e di un sistema economico e produttivo sempre più terziarizzato che richiede capacità e competenze femminili. Le addette si concentrano, infatti, nei servizi (50,2%) con picchi elevati nell’istruzione, nella sanità e in generale nei servizi alle persone, dove si sono creati nuovi posti di lavoro. È invece bassa la loro presenza in quasi tutti i comparti dell’industria (30,3%), a eccezione del tessile-abbigliamento e dell’alimentare.

La maggiore resistenza delle donne alla crisi, tuttavia, trova la sua controparte negativa in un maggior coinvolgimento femminile in tipologie contrattuali flessibili e, spesso, poco garantite e di breve durata. Se nel caso di avviamenti al lavoro di uomini i contratti a tempo indeterminato rappresentano una quota del 17,2% del totale 2013, per le donne questa percentuale si ferma al 12,9%.

Un ulteriore elemento fa emergere una certa persistenza delle difficoltà di conciliazione tra vita famigliare e professionale delle donne: negli ultimi dieci anni in quasi 3.500 hanno lasciato il lavoro durante il primo anno di vita del bambino, una media di 350 talenti femminili persi ogni anno.

Passando all’analisi delle aziende in rosa, ovvero le imprese che vedono le donne come proprietarie o al vertice gestionale, si scopre un forte aumento nell’arco del decennio, nonostante gli ultimi anni di crisi: erano 12.683 nel 2003, oggi sono cresciute fino a 14.044, il 22,4% dell’intero sistema imprenditoriale locale. Un tasso di variazione del +11% che evidenzia in modo chiaro quanto le donne rappresentino sempre di più una forza rilevante per il Sistema Varese.

Entrando nel dettaglio dei settori, si rileva come la presenza delle donne, se è importante soprattutto nel commercio dove sono 3.612 le imprese in rosa varesine e nelle attività di consulenza e servizi aziendali (3.273 imprese), non è meno considerevole nelle attività produttive legate all’industria e all’artigianato: qui la statistica indica quota 1.853. Un’altra voce che vede una forte presenza di donne come proprietarie o al vertice aziendale è quella legata alle attività turistiche, con 1.251 imprese in rosa operanti in provincia di Varese.

Quanto alla compagine sociale, nel 52,2% si tratta di imprese individuali, in linea con il dato complessivo del nostro territorio. Se poi è più alta la presenza nelle società di persona rispetto alle cifre generali (29,2% contro 22,6%), minore è l’incidenza delle società di capitali al femminile: qui la percentuale si ferma al 17,4%.

L’analisi prende in considerazione anche le caratteristiche delle “capitane d’azienda”: per il 56,2% dei casi hanno tra i 35 e 54 anni, con un’età media inferiore agli uomini. Rilevante è la presenza delle giovani: sotto i 34 anni sono infatti il 15% delle imprenditrici. Si tratta per la grande maggioranza dei casi di italiane (94,5% dei casi). Risulta, tuttavia, in forte crescita l’imprenditoria femminile straniera, il cui peso nell’ultimo anno complessivamente sale dal 2,5% al 5,5%. Una curiosità: la crescita riguarda in particolare le imprenditrici cinesi che salgono da 68 a 234, seguite dalle marocchine (78) e le rumene (73).

7 marzo 2014
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